Controllo in zona protetta degenera: acqua scooter all’attacco della motovedetta
L’incredibile episodio è avvenuta a Capo Zafferano: scorribande di alcuni giovani a bordo di moto d’acqua che sfrecciavano nella zona protetta, ignorando divieti e norme ambientali.
Un ordinario controllo della costa si è trasformato in una scena di violenza in mare aperto. È accaduto nelle acque del litorale palermitano, all’interno del Sito di Interesse Comunitario di Capo Zafferano, un’area di pregio naturalistico sottoposta a rigide misure di tutela. La quiete del tratto marino è stata infranta dalle scorribande di alcuni giovani a bordo di moto d’acqua che sfrecciavano nella zona protetta, ignorando divieti e norme ambientali. Per ristabilire l’ordine è intervenuta una motovedetta della Guardia di finanza, impegnata nel pattugliamento della fascia costiera. Ma alla vista dei militari, i trasgressori non solo non si sono fermati: hanno reagito con un comportamento definito dagli operatori “bellicoso”. Alcuni dei giovani sono infatti balzati direttamente sull’unità delle Fiamme Gialle, dando vita a una colluttazione in pieno mare. Nonostante l’aggressione, i finanzieri sono riusciti a riportare la situazione sotto controllo, procedendo all’identificazione di diverse persone coinvolte nell’alterco. L’episodio è diventato di dominio pubblico dopo la diffusione di un video registrato durante la rissa, che in poche ore ha fatto il giro dei social, alimentando indignazione e preoccupazione per la crescente escalation di comportamenti violenti e irrispettosi nelle aree protette. Un fatto grave, che riaccende i riflettori sulla fragilità dei nostri ecosistemi marini e sulla necessità di rafforzare controlli e sanzioni per chi mette a rischio sicurezza, ambiente e legalità.





