Carburanti, nuovi rialzi alla pompa: benzina a 2,132 euro e gasolio ai massimi storici

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Pressione sul governo per la proroga delle accise

La corsa dei carburanti non accenna a fermarsi, sospinta dalle quotazioni del Brent che sfiorano i 110 dollari al barile. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero, oggi 16 settembre 2026 il prezzo medio nazionale in modalità self è salito a 2,132 euro al litro per la benzina, contro i 2,120 di ieri. Ancora più marcato l’aumento del gasolio, che raggiunge 2,246 euro al litro, superando il precedente record del marzo 2022. Sulla rete autostradale la situazione è ancora più pesante: 2,222 euro per la benzina e 2,326 euro per il gasolio. Un quadro aggravato dalla scadenza, domani 17 settembre, dell’ennesima proroga del taglio delle accise da 17 centesimi, misura che il governo valuta di rinnovare per evitare un ulteriore balzo dei listini. Senza lo sconto, il prezzo medio del gasolio schizzerebbe a 2,416 euro al litro. La tendenza al rialzo coinvolge tutte le compagnie: Eni aumenta di un centesimo benzina e diesel; Q8 ritocca di un centesimo la benzina e di due il gasolio; Tamoil applica rincari di due centesimi su entrambi. Tra le altre alimentazioni, il Gpl resta stabile intorno a 0,748 euro al litro, mentre il metano segna il rialzo più netto, fino a 1,855 euro al chilo. In controtendenza il Gnl, in lieve calo a 1,729 euro. Il differenziale tra compagnie e pompe bianche resta minimo: per la benzina self 2,125 euro contro 2,111; per il gasolio 2,237 contro 2,218. L’indagine si basa su un campione di 24.004 punti vendita attivi sul territorio nazionale, confermando una pressione crescente sui consumatori e un quadro che richiede decisioni rapide sul fronte fiscale.

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