Bufera all’ospedale di Agrigento: 5 medici indagati per le protesi al pene

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Sequestrate 112 cartelle cliniche dal 2018. Impianti da 10 mila euro a carico del Ssn anche senza requisiti

Bufera giudiziaria al San Giovanni di Dio di Agrigento. La Procura ha iscritto 5 medici nel registro degli indagati per associazione a delinquere, peculato e falso. Tra loro anche un camice bianco già licenziato dall’Asp. Al centro dell’inchiesta del pm Alessia Battaglia oltre 100 interventi per l’impianto di protesi peniene eseguiti negli ultimi 5 anni. Dispositivi dal costo di 8-10 mila euro l’uno, in Italia quasi sempre a carico del paziente e rimborsati dal Servizio sanitario nazionale solo per categorie protette, come i pazienti oncologici. Secondo l’accusa le operazioni sarebbero state fatte a spese pubbliche su pazienti senza i requisiti clinici, attirando ad Agrigento un flusso anomalo di persone anche da fuori Sicilia, alimentato da campagne sui social. I sospetti erano nati dentro l’Asp per l’impennata di ricoveri e costi, poi confermati dall’Assessorato regionale. La svolta nel luglio 2025 con il blitz dei Nas di Palermo e il sequestro di 112 cartelle cliniche dal 2018: 3 interventi nel 2018, 7 nel 2019, 8 nel 2020, 9 nel 2021, 22 nel 2022, 44 nel 2023, 19 nel 2024. Ora la Procura deve quantificare il danno erariale.

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