Bracciante muore in serra: la Flai Cgil denuncia caldo estremo e soccorsi insufficienti
Un uomo di 61 anni, di origine algerina, stroncato da un arresto cardiaco mentre lavorava con temperature oltre i 50 gradi. Il sindacato: “Rafforzare l’emergenza sanitaria e includere le serre nell’ordinanza anti‑caldo”.
Un bracciante agricolo di 61 anni, originario dell’Algeria, è morto mentre lavorava all’interno di una serra a Pachino, nel Siracusano. L’uomo è stato colto da un arresto cardiaco in una giornata segnata da temperature particolarmente elevate, aggravate dall’effetto della copertura e dalla scarsa ventilazione che, secondo il sindacato, possono far superare i 50 gradi all’interno delle strutture. Per la Flai Cgil di Siracusa si tratta dell’ennesima tragedia legata al caldo estremo e alle condizioni di lavoro nei campi e nelle serre. Il sindacato punta l’attenzione anche sui tempi dei soccorsi: l’ambulanza sarebbe arrivata da Sortino, oltre un’ora di distanza dal luogo dell’intervento. Un ritardo che, secondo la Flai Cgil, evidenzia la necessità di potenziare la rete dell’emergenza sanitaria nelle aree agricole della provincia. Alla luce dell’accaduto, la Flai Cgil torna a chiedere l’estensione dell’ordinanza regionale che vieta il lavoro nelle ore più calde della giornata anche alle attività svolte in serra, attualmente escluse dal provvedimento. Una lacuna che, secondo il sindacato, espone i lavoratori a rischi gravissimi durante le ondate di calore sempre più frequenti. La Flai Cgil sollecita inoltre controlli più incisivi contro lo sfruttamento nel settore agricolo e una presenza più capillare di mezzi di soccorso sul territorio. L’obiettivo è evitare che episodi come quello di Pachino possano ripetersi e garantire condizioni di lavoro compatibili con il crescente impatto del caldo estremo.





