Autobotte alla chiesa abusiva, bufera ad Agrigento
Aica rifornisce Santa Rosa al Villaggio Mosè nonostante il divieto per gli immobili in Zona A. La presidente Nobile ammette: “Errore di sistema, pratica bloccata”
Nel quartiere di Maddalusa ad Agrigento 300 famiglie sono a secco da tre mesi ma un’autobotte Aica rifornisce una chiesa abusiva e il caso diventa politico. È successo a Santa Rosa, al Villaggio Mosè, immobile costruito senza licenza negli anni Settanta in piena Zona A della Valle dei Templi. Lo scrive oggi La Sicilia. Da tre mesi, su input di Procura e Prefettura, vige una linea durissima: stop all’acqua, sia da rete che con autobotti, per tutti gli edifici non sanabili in area a inedificabilità assoluta. Una stretta che ha lasciato a secco le 300 famiglie di Maddalusa. Proprio da lì è esplosa la polemica: due pesi e due misure? Perché la chiesa di don Luca Camilleri sì e le case no?A chiarire è la presidente di Aica Danila Nobile, che ammette “un errore di sistema”. La pratica della chiesa era sospesa, mai acquisita positivamente. Ma qualcuno – in parrocchia – avrebbe usato un escamotage: due codici temporanei generati al momento dell’istanza per forzare la richiesta di servizio sostitutivo. Il sistema informatico non ha intercettato la sospensione e ha inviato il mezzo.”È stato un errore, ora la pratica è bloccata. Non possono esserci differenze per nessuno”, dice Nobile, annunciando per domani un vertice interno per fare chiarezza. Resta il giallo su chi ha aggirato le regole.





