Antonello Nicosia: sorveglianza speciale da rivalutare. Si rifà il processo
La Cassazione annulla il decreto sulla misura di prevenzione: nuovo giudizio a Palermo per valutare l’attualità della pericolosità del saccense
Servirà un nuovo passaggio davanti alla Corte d’Appello di Palermo per stabilire se confermare o meno la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 4 anni richiesta dalla Dda nei confronti di Antonello Nicosia, 55 anni, condannato in via definitiva a 13 anni nell’operazione Passepartout, che colpì il vertice della famiglia mafiosa di Sciacca. La misura era stata confermata l’anno scorso, ritenendo «dimostrata la pericolosità sociale» per i rapporti mantenuti nel tempo con esponenti di vertice del clan, in particolare con Accurso Dimino, e per la partecipazione alla programmazione di estorsioni e atti intimidatori contro imprenditori. Nicosia ha però presentato ricorso, sostenendo – tramite i suoi legali – che manca l’attualità delle condotte, trattandosi di fatti risalenti a parecchio tempo fa. La Cassazione ha accolto in parte il ricorso, annullando il decreto e disponendo il rinvio per un nuovo giudizio. Secondo l’accusa, sfruttando il ruolo di collaboratore parlamentare dell’ex deputata Giusy Occhionero, Nicosia avrebbe incontrato boss detenuti, fornito consigli, verificato che non collaborassero con la giustizia e trasmesso all’esterno i loro messaggi. Tra gli incontri contestati anche quello con Filippo Guttadauro, cognato di Matteo Messina Denaro, detenuto al 41 bis. La decisione definitiva è attesa nelle prossime settimane.





