PD Sicilia: svolta dopo due anni di guerra. Catanzaro nella cabina di regia per l’unità
Il direttorio da 5 membri che deve ricucire lo strappo tra gruppo all’Ars e segreteria regionale. In pole Teresa Piccione, Valentina Chinnici, Barbagallo e il garante nazionale Provenzano. Ma il peso politico è tutto sul capogruppo, leader dell’area Bonaccini
Come scrive Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia, il Pd siciliano prova a uscire da oltre due anni di spaccatura profonda tra il gruppo parlamentare all’Ars e la segreteria regionale. La ricetta è un direttorio di 5 membri per gestire la fase di transizione verso l’unità dopo le dimissioni del segretario Anthony Barbagallo. Secondo quanto ricostruito dal Gds, i nomi in pole position sono quattro: Teresa Piccione, vicinissima all’eurodeputato Giuseppe Lupo, Valentina Chinnici, in quota area Schlein, lo stesso Barbagallo e, con un ruolo centrale, Michele Catanzaro. Proprio il deputato regionale saccense, capogruppo all’Ars e leader siciliano dell’area Bonaccini, è indicato come il perno politico della riunificazione. È lui l’uomo che deve rappresentare l’opposizione interna nella nuova cabina di comando e garantire l’equilibrio tra le anime del partito. Il quinto nome, con ruolo di garante della segreteria nazionale, dovrebbe essere quello dell’ex ministro Beppe Provenzano. Così, come evidenzia Pipitone, sta maturando il post-Barbagallo. L’architettura che si profila vede l’area Schlein, uscita vincitrice dal contestatissimo congresso del 2025, mantenere il controllo con tre membri, ma l’opposizione interna, con Catanzaro in prima linea, entrare finalmente nella stanza dei bottoni con due caselle. Resterebbe fuori, invece, la componente che si rifà a Matteo Orfini, rappresentata in Sicilia da Antonio Rubino e Fausto Raciti.





