Ribera, bufera in Consiglio sul Pizza Fest: consigliera denuncia pressioni dal sindaco Pace. Solidarietà di La Rocca
L’ex presidente dell’aula Maria Grazia Angileri presenta interrogazione su costi e stand di Seccagrande e riferisce di aver subito minacce politiche. Silenzio del primo cittadino, l’opposizione insorge e arriva la solidarietà della deputata La Rocca Ruvolo
RIBERA. Giorni di alta tensione nei corridoi del Comune. Il caso che vede contrapposti la consigliera Maria Grazia Angileri, ex presidente del Consiglio comunale, e il sindaco Carmelo Pace, scoppiato alcuni giorni fa, continua ad alimentare il dibattito nella vita politica cittadina e tra l’opinione pubblica. Il pomo della discordia è il Pizza Fest, evento simbolo di Seccagrande. Angileri ha presentato una interrogazione per chiedere trasparenza: quanto è costato, come è stato finanziato, con quali criteri sono stati affidati gli stand enogastronomici. Un atto di controllo dovuto. Ma quella richiesta si è trasformata in una bomba politica. In aula, Angileri ha denunciato di essere stata affrontata direttamente dal sindaco Pace, riferendo di aver subito pressioni verbali e veri e propri atteggiamenti intimidatori proprio per quell’interrogazione. Una denuncia gravissima. La minoranza ha compattato le fila e parla di attacco alla democrazia e alle prerogative consiliari. Il nodo non è più il Pizza Fest, ma il metodo: si può intimidire un consigliere che esercita il suo diritto di controllo? A distanza di giorni, dal sindaco Pace nessuna replica ufficiale. Un silenzio che non spegne le polemiche, anzi le alimenta. In sala Frenna il clima resta incandescente e le risposte parziali non bastano. Sulla vicenda interviene con forza Margherita La Rocca Ruvolo, deputata di Forza Italia all’Ars e sindaca di Montevago: “Alla consigliera Angileri va la mia vicinanza e piena solidarietà – dice oggi – il ruolo di una consigliera non può essere condizionato da espressioni discutibili. Chi siede in aula rappresenta i cittadini e ha diritto di lavorare con serenità, senza pressioni”. E ancora: “A un’interrogazione si risponde. Non si passa a modi poco garbati, se non minacciosi. Il Consiglio è la sede del confronto democratico”. Ora la palla passa al sindaco.





