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A Burgio alle 18.30 vertice nell’ex casello ferroviario, attesi produttori da Agrigentino e Belice

BURGIO – Potrebbero essere qualche migliaio gli olivicoltori dei Monti Sicani attesi oggi alle 18.30 a Burgio, nell’ex casello ferroviario, per l’assemblea sulla crisi olearia. In arrivo produttori da Lucca Sicula, Villafranca, Calamonaci, Caltabellotta, Ribera, Cianciana, Bivona. Ma anche da Sciacca e dalla Valle del Belice. L’incontro era stato fissato prima dei vertici con il presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino e con il prefetto Salvatore Caccamo, che ha promesso di portare la vertenza al Ministero dell’Agricoltura. Sul tavolo il nodo più caldo: bloccare o meno la raccolta delle olive. Il prezzo del nuovo extravergine ai frantoi è dato a circa 6 euro al chilo, il 40% in meno rispetto allo scorso anno, e non copre i costi di coltivazione, potatura, fertilizzanti e manodopera. “Rischiamo di lasciare le olive sugli alberi, non possiamo lavorare un anno in perdita”, è il grido unanime degli agricoltori.

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