Agrigento, nuovo appalto nel mirino della Procura: 6 indagati per finanziamento impianto di videosorveglianza

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Dopo rete idrica e strada Mosella, al centro delle indagini i lavori da 250mila euro per le telecamere nel quartiere balneare e in centro. Ipotizzati turbativa d’asta e subappalto illecito. Proroga indagini fino al 2027

Un altro appalto pubblico finisce nel mirino della Procura di Agrigento. Dopo le inchieste sulla rete idrica e sul rifacimento della strada Mosella, ora a finire sotto la lente degli inquirenti è l’appalto denominato “San Leone in sicurezza”, del valore di circa 250 mila euro, per l’installazione di impianti di videosorveglianza nel quartiere balneare e nel centro della Città dei Templi. L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Giovanni Di Leo e dal sostituto Elettra Consoli e condotta dai Carabinieri, ipotizza i reati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e subappalto illecito o non autorizzato. Secondo quanto scrive Grandangolo, sono sei gli indagati, tra dirigenti, funzionari comunali e imprenditori: Alberto Avenia, 66 anni, ex dirigente del Comune di Agrigento oggi a Favara; Gaspare Triassi, 62 anni, funzionario comunale; Gerlando Trupia, 42 anni, ingegnere del settore lavori pubblici; Vincenzo Burceri, 59 anni, geometra dello stesso settore; Angelo Sciumè, 44 anni, imprenditore di Favara e Giovanni Pitruzzella, 50 anni, titolare di impresa. I fatti contestati risalirebbero al periodo tra dicembre 2024 e marzo 2025. Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Interno per prevenire fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, aveva visto il Comune di Agrigento presentare richiesta nel 2022, ottenendo il finanziamento alla fine del 2024. A seguito di gara, l’appalto è stato affidato a una società di Roma che ha indicato come consorziata esecutrice una ditta di Favara. La Procura ha chiesto e notificato agli indagati una proroga delle indagini fino a marzo 2027.

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