Scuola: in Sicilia il 95% delle aule senza climatizzatori

ventilatori scuola

Cgil, Flc e Fillea: “Aule insalubri e certificazioni mancanti”. Turano: “Nessuno slittamento, intervengano gli enti locali”.

Il rientro scolastico in Sicilia si apre in condizioni che i sindacati definiscono «insalubri e inaccettabili». Il 95% delle aule è privo di climatizzazione o ventilazione meccanica, trasformando le classi in camere di calore mentre l’emergenza climatica si intensifica. A questo si somma una situazione strutturale che fotografa un sistema allo stremo: quattro scuole su cinque non hanno certificazione completa di agibilità, tre su quattro sono prive di certificazione antincendio e 1.258 istituti non possiedono neppure una delle quattro certificazioni basilari. Un quadro che colloca l’isola agli ultimi posti del Paese e che, secondo Cgil, Flc e Fillea, «continua a essere ignorato dalla Regione». I sindacati denunciano anche l’inefficacia dei fondi Pnrr, che avrebbero dovuto rappresentare la svolta per la messa in sicurezza e la transizione ecologica degli edifici scolastici. I criteri di allocazione, sostengono, non hanno tenuto conto delle condizioni climatiche del Sud, escludendo interventi strutturali per il raffrescamento estivo. L’assessore Turano respinge l’ipotesi di far slittare l’inizio delle lezioni, richiamando vincoli di calendario e responsabilità degli enti locali, proprietari degli edifici. «Se il caldo dura un altro mese, cosa facciamo, teniamo le scuole chiuse?» afferma, annunciando un piano straordinario con il Gestore dei Servizi Energetici per ammodernare gli istituti, ma chiarendo che senza risorse e senza l’intervento di Comuni ed ex Province la Regione non può installare impianti. Un’emergenza che, secondo lo stesso assessore, si ripresenterà a dicembre con le caldaie guaste: segno di un sistema che continua a rincorrere le crisi invece di prevenirle.

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