“Jauta la cruna di Maria”: stasera il racconto poetico di Pippo Graffeo illumina la devozione della città
Sul sagrato della Chiesa Madre, alle 21.30, storia, memoria e fede popolare si intrecciano in un viaggio narrativo dedicato alla Madonna del Soccorso.
“Jauta la cruna di Maria – Lu Cuntu anticu di Maria Santissima dû Succursu”, in programma stasera alle ore 21.30, è un racconto poetico scritto e interpretato da Pippo Graffeo, accompagnato dalle musiche originali del Maestro Accursio Sclafani, dalla regia tecnica di Piero Mazzocchio e dalla partecipazione della cantante Olga Galluzzo. Non una semplice rievocazione storica quella di Graffeo, ma un viaggio nella memoria e nella fede popolare, filtrato attraverso gli occhi di un bambino e la voce della nonna, Mammaì. È in quella piccola stanza del quartiere, tra preghiere serali e racconti tramandati, che prende forma la storia della Madonna del Soccorso: un luogo sospeso tra realtà e sogno, dove il mare entra dalle finestre, gli angeli sembrano riempire l’aria e la figura della Vergine prende vita.
Il racconto si sviluppa in sei quadri, attraversando la scoperta miracolosa della Madonna nel mare, la devozione come Patrona, i miracoli legati alla sua immagine e il drammatico 1626, quando Sciacca, piegata dalla peste, affidò alla Vergine le proprie speranze. Fino al sogno del bambino: la Vara che attraversa la città, i marinai scalzi, il porto, la Chiazza, l’incenso e il grido corale “Viva Maria!”. “Jauta la cruna di Maria” nasce da un ricordo personale, ma aspira a diventare memoria collettiva: la storia di una nonna diventa quella di tante famiglie, la fede di una casa diventa la fede di un popolo. Un omaggio alla Madonna del Soccorso che unisce storia, devozione, teatro, musica e tradizione, restituendo l’emozione di una fede capace di attraversare quattro secoli e arrivare intatta fino a oggi.





