Ospedale, denuncia choc degli OSS: “Turni notturni da incubo, pazienti a rischio e personale allo stremo”

ospedale sciacca pronto soccorso notte 2026

La Orazio Capurro ODV accende i riflettori sul Giovanni Paolo II: organici ridotti al minimo, reparti scoperti e lavoratori allo sfinimento. “Così non si garantisce dignità né sicurezza”.

L’associazione Orazio Capurro lancia un allarme ulteriore sulla già fragile tenuta dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca. L’associazione, raccoglie la denuncia di un Operatore Socio-Sanitario e la trasforma in un atto d’accusa diretto e inequivocabile: il reparto non regge più, i lavoratori sono allo stremo e i pazienti rischiano di pagare il prezzo più alto. Secondo quanto riportato dall’OSS, i turni notturni si sono trasformati in un incubo quotidiano, con l’intero ospedale affidato a soli quattro operatori socio-sanitari: uno in Medicina, uno in Ginecologia e due in Pronto Soccorso. Una distribuzione definita “drammatica”, che lascia intere aree del presidio completamente scoperte. In Medicina, un solo OSS si trova a gestire oltre venti posti letto, mentre viene continuamente richiamato in altri reparti per fronteggiare emergenze e necessità basilari, come il cambio di un pannolone. Una corsa senza tregua, che non concede pause né margini di sicurezza.

La denuncia mette in luce due criticità che la ODV definisce “paradossali e inaccettabili”: il mancato tempo pieno (gli OSS continuano a lavorare con contratti da 30 ore settimanali, alcuni ausiliari addirittura da 24) e il problema dei trasferimenti già evidenziato alcune settimane fa ma smentito da fonti Asp, con diversi OSS che sarebbero stati spostati all’Ospedale di Comunità di Santa Margherita di Belìce, una struttura che risulterebbe quasi priva di pazienti.

Il quadro delineato è quello di un ospedale che rischia di collassare sotto il peso di una gestione definita “irragionevole”, con operatori che entrano in servizio con l’angoscia e che, nonostante sacrifici enormi, non riescono più a garantire ai pazienti la dignità e l’assistenza che meritano. Una condizione che sta diventando fisicamente e psicologicamente logorante. La Orazio Capurro ODV chiede un intervento immediato alle autorità competenti: aumento delle ore contrattuali, riorganizzazione dei trasferimenti e redistribuzione del personale nei reparti dove la necessità è reale e urgente.

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