Aperta la causa di beatificazione del piccolo Manuel Foderà
Un’inchiesta canonica che nasce dal dolore, dalla fede e dalla testimonianza di un bambino capace di illuminare una comunità
La Chiesa di Trapani ieri ha compiuto un passo decisivo verso il riconoscimento della santità di Manuel Foderà, il bambino di Calatafimi Segesta morto nel 2010 a soli nove anni dopo una lunga malattia. Nella Cattedrale di San Lorenzo, il vescovo Pietro Maria Fragnelli ha aperto ufficialmente la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione con la prima sessione pubblica del Tribunale diocesano, nel giorno del suo 49° anniversario di ordinazione sacerdotale. Da questo momento inizia un lavoro lungo e rigoroso: saranno raccolte testimonianze, documenti, scritti e ogni elemento utile a ricostruire la vita e la reputazione di santità di Manuel. Il Tribunale è guidato da don Emanuel Mancuso, con don Luca Milazzo promotore di giustizia e don Giovan Battista Lipari notaio. Il postulatore è il professor Francesco Catozzella, che seguirà la causa fino alle fasi romane. Accanto al Tribunale opererà la Commissione Storica diocesana, presieduta da don Liborio Palmeri, incaricata di raccogliere materiali, fotografie e scritti inediti. Conclusa la fase diocesana, tutta la documentazione sarà inviata al Dicastero delle Cause dei Santi, che valuterà la validità dell’istruttoria e l’eventuale riconoscimento dell’eroicità delle virtù, primo passo verso la beatificazione. Manuel Foderà, originario di Calatafimi Segesta, affrontò la malattia con una fede sorprendente per la sua età, trasmettendo serenità e speranza a chi gli stava accanto. La sua testimonianza ha generato negli anni una devozione spontanea: pellegrinaggi, preghiere e celebrazioni che hanno superato i confini della diocesi, diventando un punto di riferimento per molte famiglie ferite dalla malattia e dalla perdita.





