Acquedotto in tilt: otto Comuni da oggi senz’acqua mentre l’emergenza approda all’Ars
La sospensione colpisce Agrigento, Porto Empedocle, Ribera, Realmonte, Siculiana, Cattolica Eraclea, Montallegro e Caltabellotta, aggravando una crisi che non è più emergenza: è collasso strutturale.
Una nuova emergenza travolge da oggi migliaia di utenti dell’Agrigentino: un guasto improvviso lungo l’acquedotto Favara di Burgio ha imposto il blocco totale della condotta e la sospensione dell’erogazione idrica in otto Comuni, da Agrigento a Porto Empedocle, da Ribera a Realmonte, fino a Siculiana, Cattolica Eraclea, Montallegro e Caltabellotta. Un territorio già piegato da mesi di razionamenti si ritrova ancora una volta senz’acqua, ostaggio di infrastrutture che cedono al minimo colpo. Domani la crisi approderà nei palazzi del potere regionale: tutti i sindaci dell’Agrigentino sono stati convocati a Palermo dalla IV Commissione Ambiente dell’Ars per un’audizione urgente, ottenuta grazie alla pressione politica di Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, che ha raccolto l’allarme lanciato dal sindaco di Agrigento Michele Sodano. L’obiettivo è togliere dalle spalle dei primi cittadini una gestione impossibile, lasciata per troppo tempo ai Comuni come se fosse un problema locale e non una falla strutturale dell’intero sistema idrico regionale. “Questa è una battaglia che non ha colori politici – afferma La Vardera – il Parlamento ha il dovere di non lasciare i sindaci da soli davanti a un’emergenza più grande di loro. Il tema dell’acqua va risolto nel più breve tempo possibile”.
L’apertura del tavolo diventa anche occasione per un attacco diretto al presidente della Regione, Renato Schifani, proprio nei giorni in cui a Palermo si discutono le variazioni di bilancio. “Sento parlare di contributi territoriali, le solite mance – denuncia La Vardera –. Si investa invece sulla rete idrica e si restituisca l’acqua agli agrigentini”. Mercoledì sarà una giornata decisiva: i sindaci chiederanno fondi immediati per rifare le tratte più critiche, interventi strutturali per superare il razionamento, poteri straordinari per gestire l’emergenza e un cronoprogramma vincolante per la messa in sicurezza della rete.





