E’ morto il cardinale Camillo Ruini, il ricordo di Calogero Mannino

Cardinale RUINI

CIITTA' DEL VATICANO 14-12-2006 CELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESIEDUTA DAL CARDINALE CAMILLO RUINI PER GLI UNIVERSITÀRI DEGLI ATENEI ROMANI E INCONTRO CON IL SANTO PADRE PAPA BENEDETTO XVI

Anche attesa, nel senso più autentico per la fede nel Cristo Redentore, la morte di un uomo, un prete Cardinale di Santa Romana Chiesa , come Camillo Ruini, desta commozione profonda e riporta al momento ricordi incancellabili

DI CALOGERO MANNINO– Sua Eminenza il Cardinale Ruini è stato un grande protagonista del Cattolicesimo nella fase più delicata del tempo, poi finale, del Pontificato di Giovanni Paolo II e di Benedetto XV. E’ stato un Vicario della Diocesi di Roma ed un Presidente della CEI che ha caratterizzato con segni profondi i suoi compiti e la sua funzione. Devoto di entrambi i Papi, di Giovanni Paolo II fu interprete originale ed autentico. Al punto che il Cattolicesimo Italiano e non soltanto ne portano i segni. Quelli di una concezione missionaria della Chiesa ma caratterizzata da un profilo irrinunciabile. Ogni tempo della storia non può rinunciare ai caratteri costanti della tradizione. Per lungo tempo il Concilio Vaticano II è stato interpretato come una rottura della tradizione. Per Ruini la tradizione si rinnovava non si archiviava. Il Cardinale Ruini era il vicario di Roma quando nel 1993 due attentati colpirono direttamente la Chiesa San Giovanni Laterano e San Giorgio al Velabro. La strategia mafiosa, così attrezzata culturalmente da scegliere questi come gli altri obbiettivi colpiti, volle realizzare un messaggio preciso e completo. Il riconoscimento al Cattolicesimo italiano, fatto da Rooselvet quando comunicò a W. Churchill che avrebbero fatto lo sbarco in Sicilia per prendere l’Italia, che poi politicamente avrebbero dato ai Cattolici, non volendola dare ai Comunisti per l’URSS ed ai fascisti perché li stavano cacciando con la guerra. Bene, con le stragi del 1992 e del 1993, compiute da uomini di cosa nostra, quella scelta era superata e revocata. Ruini ne ebbe consapevolezza lucida e consequenziale. Il Cardinale Ruini aveva seguito le vicende della Dc in quella stagione ed aveva manifestato, a più riprese e concretamente, il favore al disegno del rinnovamento della DC. Ne temeva la scissione, che, invece, seguì. La Chiesa italiana, che nel suo seno aveva voci diverse, doveva ridefinire la propria posizione.
Il Convegno di Loreto ne fu il capitolo centrale. Ruini fu sempre accanto a Giovanni Paolo II . Questi sono i tratti essenziali di una storia che va ancora esplorata e definita. Perché è storia della Chiesa ma è storia dell’Italia.
Da ultimo voglio ricordare il tratto personale del rapporti che ho avuto il bene di avere con questo grande personaggio. Nel 1981 avendo nelle mie relazioni con tanti esponenti della Democrazia Cristiana, quelli con il sen. Giuseppe Medici, uno dei giganti del tempo, un giorno fui condotto dallo stesso nella sede della CEI. Aveva preso servizio un giovane Vescovo, come segretario. Era il figlioccio di Cresima del sen. Medici, era Camillo Ruini. Da quella occasione, sempre ed in modo diverso, ho avuto rapporto amichevole con S.E. Ruini. Porto gratitudine alla Sua memoria per l’apertura amichevole, ma anche magistrale, accordatami. Adesso oltre il ricordo la commozione mi suggerisce soltanto la preghiera di requiem.

What do you feel about this?