Inchiesta Cefpas: per la Procura un "sistema piegato agli interessi di Gallo” - Corriere di Sciacca

Inchiesta Cefpas: per la Procura un “sistema piegato agli interessi di Gallo”

cefpas con polizia 2026

Assunzioni ritenute pilotate, pressioni sulla sanità agrigentina e favori politici al centro dell’inchiesta “Corte dei miracoli”

La Procura di Caltanissetta non usa giri di parole: “L’intera gestione del Cefpas è stata piegata agli interessi economici e politici del deputato Riccardo Gallo”. È l’accusa che ha portato i pm a chiedere la custodia cautelare in carcere per il parlamentare agrigentino di Forza Italia, al centro dell’inchiesta “Corte dei miracoli”, che coinvolge complessivamente dodici persone. Secondo la Procura, Gallo avrebbe garantito la permanenza di Sanfilippo alla guida del Cefpas in cambio del controllo su assunzioni e incarichi destinati a persone a lui vicine. Pontillo, assunto all’ente, avrebbe avuto il compito di orientare le commissioni e trasmettere le direttive del deputato, come nella scelta “ad hoc” di Reitano quale commissario esaminatore. Un secondo patto corruttivo, sempre secondo gli inquirenti, sarebbe stato stretto con Capodieci, nominato alla guida dell’Asp grazie all’intervento di Gallo. In cambio, il manager avrebbe dovuto assecondare le richieste del deputato, tra cui la convenzione Asp–Cefpas finalizzata al trasferimento della moglie del parlamentare da Caltanissetta ad Agrigento. Per otto indagati sono state richieste misure restrittive. Oltre a Gallo, rischiano il carcere il direttore pro tempore del Cefpas Roberto Sanfilippo e il funzionario Gioacchino Pontillo, considerato dagli inquirenti la “longa manus” del deputato all’interno dell’ente. Ai domiciliari sono stati chiesti per il direttore generale dell’Asp di Agrigento Giuseppe Capodieci, l’imprenditore Pietro Tirone, la funzionaria Maria Luisa Zoda, il medico in pensione Salvatore Giambelluca e l’ex dirigente regionale Vincenzo Reitano. Tra gli indagati figura anche Domenico Reina, fratello del cardinale Baldo Reina, accusato di turbativa d’asta per un progetto da oltre 120 mila euro sulla biblioteca digitale. Per la Procura, l’obiettivo era “ingraziarsi il cardinale” e convogliare voti cattolici verso l’alleata politica di Gallo, Margherita La Rocca Ruvolo, in vista delle Europee 2024. Un ulteriore episodio riguarda l’imprenditore aragonese Pietro Tirone: Gallo avrebbe imposto l’aggiudicazione di lavori di manutenzione del patrimonio del Cefpas alla sua azienda e l’affidamento di un incarico di progettazione a un architetto ritenuto vicino al deputato. All’alba di ieri la Squadra Mobile e lo SCO hanno eseguito perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, nelle sedi del Cefpas e dell’Asp, e nella sede agrigentina di Forza Italia, limitatamente all’ufficio di Gallo.

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