Morire per un tozzo di pane in un cantiere fantasma
La tragedia di via Marturano a Palermo, avvenuta ieri, segna ancora una volta la realtà di cantieri non in regola e, addirittura, fantasma. Due i morti, Daniluc Tiberi un Mihai, rumeno di 50 anni, e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41, che allungano la lista di operai che lavorano clandestinamente e morti in un cantiere
PALERMO- Il quadro investigativo che emerge dopo la tragedia di via Marturano svela ancora una realtà sommersa. Sin dai primi accertamenti dei sindacati emergeva che qualcosa non fosse al suo posto: la Ediltec Costruzioni srl non era registrata tra le imprese edili né figurava nella lista delle artigiane. Per la Cassa edile i due operai erano sconosciuti. Nonostante ciò, il lavoro era stato commissionato, il mezzo preso in affitto e sul cestello a venti metri d’altezza c’erano i due uomini che andavano verso un crudele destino. Si muore ancora, e troppo spesso, per un tozzo di pane con un lavoro in nero. Erano le 11,15 di ieri quando un fortissimo boato segna la tragedia in via Ruggero Marturano, a Palermo: Da circa due settimane i due operai della Ediltec Costruzioni srl stavano lavorando alla facciata dell’attico posto al decimo piano al numero civico 57. Avrebbero dovuto saldare l’ultimo pannello, ma il braccio della gru si è spezzato all’improvviso facendo precipitare al suolo il cestello da una ventina di metri, devastando il negozio di pneumatici Gammicchia, che si trova al pian terreno. Mihai e Jaleleddine sono morti sul colpo. Salvo per miracolo Emanuele Parisi, 34 anni, dipendente del negozio: l’uomo è stato trasportato al pronto soccorso di Villa Sofia, dove i medici hanno riscontrato soltanto un trauma cranico: a salvargli la vita sono stati gli pneumatici, che sarebbero riusciti ad attutire l’impatto. Sulla tragedia la magistratura ha aperto un’inchiesta. Le indagini si stanno concentrando sui contratti, a quanto pare inesistenti, dei due lavoratori e sull’impresa. Impresa che avrebbe dichiarato l’ultimo cantiere aperto dieci anni fa. Il lavoro sarebbe stato commissionato all’impresa dal proprietario dell’attico senza coinvolgere il condominio. L’uomo da ieri pomeriggio è iscritto al registro degli indagati insieme al titolare della Ediltec Costruzioni con l’accusa di omicidio colposo. Un atto dovuto, in vista delle autopsie sul corpo dei due operai fissate per lunedì al Policlinico.
Una tragedia che evidenzia l’ennesimo cantiere senza l’esistenza di comunicazioni, neanche la bozza di un contratto per gli operai e una azienda che dal 2016 sarebbe diventata fantasma.Daniluc Tiberi un Mihai e Najahi Jaleleddine erano arrivati da circa un mese a Palermo e lavoravano nella stessa azienda. Per quindici giorni hanno lavorato a venti metri d’altezza, senza protezioni e formazione su come muoversi nei lavori ad alta quota, non avrebbero avuto corde e la gru era mal posizionata. Che Mihai e Jaleleddine fossero stati assunti in nero lo hanno confermato le stesse famiglie davanti a inquirenti e investigatori. Il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano di via Marturano aveva commissionato i lavori senza, sembrerebbe, coinvolgere il condominio. La Procura vuole accertare che tipo di accordo ci fosse tra l’uomo e il titolare dell’azienda: il sospetto è che, anche in questo caso, ci fosse un patto tacito, fuori dalle regole.
Secondo una prima analisi, a far spezzare il braccio sarebbe stata la posizione sbagliata del mezzo, che sarebbe stato posizionato troppo distante dal punto in cui dovevano operare Mihai e Jaleleddine. Sotto attenta osservazione anche lo stato di manutenzione della gru – noleggiata dall’azienda Agliuzza sollevamenti -, se le vittime indossassero i dispositivi di protezione individuali e se fossero abilitati per i lavori in quota, come previsto dalle norme sulla sicurezza. (FOTO SICILIAWEB)





