L’acqua era contaminata, indagati sindaco di Santa Margherita Belìce e funzionari

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L’Asp di Agrigento aveva vietato l’uso dei pozzi Palano e Porta Nuova per scopi civili. Nonostante il divieto, le autiobotti hanno continuato la distribuzione senza il controllo del Comune

SANTA MARGHERITA DI BELICE- Per il sindaco del paese gattopardiano, Gaspare Viola, e per ad altri due funzionari comunali, sono scattate le indagini sulla gestione dell’acqua potabile nel comune. L’ipotesi, secondo quanto riporta il GdS con una articolo di Francesca Capizzi, è l’omissione di atti d’ufficio, mancata esecuzione di un provvedimento dell’autorità e distribuzione di sostanze nocive destinate al consumo umano. Sono stati i carabikieri della locale stazione a dar via alla denuncia e sono loro a condurre gli accertamenti. Nel mirino delle indagini c’è una delle sorgenti utilizzate per l’approvvigionamento dell’acqua. Sarebbe stata rilevata la presenza del batterio Escherichia coli, indicatore di possibile contaminazione e potenzialmente pericoloso per la salute. L’udienza preliminare del procedimento è stata fissata per il 9 aprile quando il Gip del Tribunale di Sciacca dovrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica di Sciacca e stabilire se proseguire con il processo o disporre il proscioglimento nel caso siano insufficienti le prove acquisite nella fase investigativa. Oltre al sindaco, risultano coinvolti anche il dirigente dell’ufficio Tecnico comunale, Aurelio Lovoy, e il responsabile del servizio idrico, Angelo Torregrossa. I tre sono assistiti dagli avvocati Serafino Mazzotta, Vincenzo Cucchiara e Giovanni Vaccaro, tutti del foro di Sciacca.