Carburanti, nuova impennata dei prezzi: Sicilia tra le regioni più care d’Italia
I dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rielaborati dalla Staffetta, mostrano un quadro in peggioramento su tutto il territorio nazionale
Nuova fiammata dei prezzi dei carburanti, sospinti dalle tensioni internazionali nel Golfo e dalle quotazioni dei prodotti raffinati in forte rialzo. I dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rielaborati dalla Staffetta, mostrano un quadro in peggioramento su tutto il territorio nazionale, con la Sicilia che si conferma tra le regioni più penalizzate. La benzina self sale a 1,811 euro al litro, mentre il gasolio supera la soglia psicologica dei due euro, attestandosi a 2,030 euro. Anche il servito registra aumenti significativi: 1,947 euro per la benzina e 2,159 per il diesel. Crescono pure Gpl, metano e Gnl. Sulla rete autostradale i rincari sono ancora più marcati, con il gasolio self a 2,093 euro e la benzina a 1,902.
Le quotazioni mediterranee dei raffinati confermano la tendenza: +32 euro per mille litri sulla benzina e +52 sul diesel. Con le accise, i valori salgono rispettivamente a 1.294 e 1.492 euro per mille litri. Il Codacons lancia l’allarme, sottolineando come la Sicilia sia tra le regioni con i listini più alti: il gasolio arriva a 2,053 euro al litro, mentre la benzina tocca 1,836 euro, valori che collocano l’isola ai vertici nazionali insieme a Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Calabria. Una situazione che rischia di avere ricadute pesanti sui prezzi dei generi alimentari e dei beni trasportati. L’associazione critica inoltre i ritardi del Ministero dell’Economia nel valutare il possibile taglio delle accise, definendoli “inspiegabili” e avvertendo che ogni giorno di attesa alimenta un rincaro generalizzato dei listini al dettaglio.





