Referendum e oltre: a Sciacca si apre un nuovo scenario politico sul modello Agrigento
La scelta di muoversi compatti arriva poche ore dopo quanto accaduto nel capoluogo, dove le stesse sigle hanno trovato un’intesa su un candidato unico alle amministrative
Per la prima volta a Sciacca PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Controcorrente si presentano fianco a fianco in un’iniziativa pubblica. L’occasione è la campagna referendaria del 22 e 23 marzo, ma il significato politico va oltre il voto: l’evento “Uniti a sostegno delle ragioni del NO”, in programma il 13 marzo al Castello Incantato (ci saranno Michele Catanzaro, Isamele La Vardera, Nuccio Di Paola e Massimo Fundarò), rappresenta un banco di prova per un’alleanza. La scelta di muoversi compatti arriva poche ore dopo quanto accaduto ad Agrigento, dove le stesse sigle hanno trovato un’intesa su un candidato unico alle amministrative. Un precedente che pesa e che molti leggono come un possibile modello esportabile anche a Sciacca, dove comunque il centrosinistra attualmente è diviso dopo la nota spaccatura tra l’amministrazione in carica, l’altra parte del Pd, M5S e Controcorrente. Non è un caso che il “redivivo” movimento Mizzica con dentro tanti tesserati Pd alcuni giorni fa ha organizzato una manifestazione analoga e oggi non figura in questo programma. Gli organizzatori parlano di una battaglia “epocale” in difesa della Costituzione, ma il messaggio politico è altrettanto chiaro: il fronte progressista prova a costruire un terreno comune, superando divisioni storiche e aprendo la strada a un percorso condiviso. L’iniziativa referendaria diventa così il primo passo di un possibile nuovo assetto politico locale, con ricadute che potrebbero emergere già nei prossimi mesi.





