Raccolta rifiuti, da 5.5 a 9 milioni annui previsti dal nuovo Piano Aro (Bocciato). Bollette sempre più pesanti per i cittadini

Termine Giunta consiglio comunale

Il nuovo Piano Aro non passa ed è bocciato dal Consiglio comunale a pieni voti tranne quello a favore dell’unico consigliere comunale (e assessore) targato Fabio Termine, cioè Fabio Leonte. I costi sarebbero lievitati enormemente con il risultato che i cittadini non hanno mai visto un beneficio economico sulle bollette Tari

SCIACCA- Si infrange come le più forti mareggiate sugli scogli, affondando. E’ il nuovo Piano Aro, naufragato nella seduta consiliare di mercoledì sera. Alle due del nuovo giorno, dopo un dibattito dai toni forti e duri, più prossimi allo scontro, il Consiglio comunale di Sciacca ha bocciato il piano Aro presentato dall’amministrazione Termine e che doveva andare in gara per regolamentare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per i prossimi 8 anni. E’ stata una Caporetto. Un solo voto favorevole, quello dell’unico consigliere comunale di cui dispone il sindaco, Fabio leonte. Soltanto il consigliere assessore Fabio Leonte ha votato a favore. Un Piano Aro da 75 milioni di euro in otto anni (Proposta dirigenziale 3° Settore n. 1 dell’11 aprile 2025). Una cifra superiore ai 9 milioni annui. E pensare che il Piano Aro, approvato dalla sotto la giunta Di Paola, costava 5.5 milioni annui.
Una verità è inconfutabile: i contribuenti saccensi non hanno mai fruito di riduzioni sulla bolletta TARI, anzi è stato sempre un crescendo. A partire dalle promesse non mantenute sotto l’era Sogeir di Vincenzo Marinello.
Ieri sera è stato uno scontro serrato. Nel mirino delle opposizioni tutte la ebdienziata “incoerenza politica di Fabio Termine, il era vstato acerrimo oppositore del Piano Aro predisposto dall’allora amministrazione Di Paola. amministrazione Di Paola, ai tempi in cui era a capo di Mizzica, di fatto lo sta riproponendo. Il nuovo Piano Aro avrebbe previsto anche un totale di 5 mastelli, uan sorta di fiera domestica del mastello, per separare carta da cartone, mentre il quarto mastello, quello del vetro col primo di aprile sarà realtà.
Lo scontro politico in aula ha evidenziato il tentativo dell’amministrazione Termine di far redigere il nuovo Piano Aro al Conai, salvo poi vedersi costretta a tornare a rivolgersi ai progettisti del primo piano Aro. Tutto questo ha generato un ritardo del nuovi Piano Aro tanto da fare prima proroghe e poi un bando linitato ad un anno.
E siccome Sciacca è diventata palcoscenico di commedie tragicomiche, il Sindacoaveva anche mandato in onda sui social un video con il quale esaltava qualità del servizio in corso, attribuendosene sostanzialmente il merito politico. Un video autoreferenziale alla faccia dei consiglieri comunali ai quali chiede, quando è in difficoltà, collaborazione, coinvolgimento e la scrittura “di belle pagine della politica”.dimettersi.
Per le opposizioni, il voto contrario di Pd e Verdi (era assente il consigliere ex alleato di M5S, Alessandro Curreri) è la rapprsentazione plastica “del fallimento di Fabio Termine”.
Tra gli interventi dei consiglieri comunali, quello più duro proviene da Giuseppe Catanzaro che ha accusato il sindaco di “avere lasciato alla deriva l’assessore Patti, in qualche modo umiliandolo pubblicamente. La questione dei rifiuti conferma la linea distruttiva ed estremista di un sindaco fanatico che pensa solo al proprio futuro”.
In conclusione, un Piano Aro può contenere un ampio ventaglio di servizi. L’ideale è anche avere un operatore ecologico per ogni metro quadrato della città e renderla più splendente di un brillante. Ma l’intero costo della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti va assolto con le bollette destinate ai contribuenti. Più servizi, più robusta è la bolletta. Bisogna fare i conti con il paese delle meraviglie, ma con il paese della realtà. Sciacca non è una città industriale dall’elevato pil interno. E’ una città che soffre crisi in varie settori, Una città con un numero importante di famiglie in difficoltà. In tale contesto è obbligatorio scrivere il libro della realtà e non quello dei sogni.