Terremoto nel Tirreno, paura in Sicilia: scossa di magnitudo 5.5 e allerta tsunami. Evacuazioni a Palermo e Trapani

sciame sismico

Lo sciame sismico in corso al largo delle Eolie tiene in allerta l’intera regione. La Protezione civile attiva il livello arancione per il rischio tsunami. Migliaia di cittadini in strada dopo il forte sisma avvertito da Palermo a Messina.

Momenti di forte apprensione in Sicilia per lo sciame sismico che dalla serata di ieri interessa il mar Tirreno meridionale, al largo dell’arcipelago delle Eolie. La situazione ha raggiunto il suo momento più critico nella tarda mattinata di oggi, quando una violenta scossa di terremoto di magnitudo 5.5 è stata registrata alle 12.19 a una profondità di appena cinque chilometri, rendendo il sisma particolarmente avvertibile in una vasta area dell’Isola. La scossa è stata percepita distintamente da migliaia di persone, soprattutto nelle province di Palermo e Messina, ma segnalazioni sono arrivate anche dal Nisseno, dal Catanese e da numerosi altri centri della Sicilia. In molti edifici si sono verificati momenti di panico, con cittadini e lavoratori che hanno preferito lasciare abitazioni, uffici e locali pubblici per precauzione. Dopo il terremoto principale, la terra ha continuato a tremare. Gli strumenti di monitoraggio hanno registrato una seconda scossa di magnitudo 4 a circa otto chilometri di profondità, seguita da numerosi altri eventi sismici di entità inferiore. Una sequenza che conferma come lo sciame sia ancora in corso e venga costantemente monitorato dagli esperti. L’aspetto che ha maggiormente allarmato le autorità è stato il potenziale rischio collegato a possibili anomalie del moto ondoso. Per questo motivo la Protezione civile regionale ha diramato un’allerta tsunami di livello arancione, una misura precauzionale che, pur non indicando un pericolo imminente e certo, invita la popolazione a mantenere la massima attenzione e ad allontanarsi dalle aree costiere potenzialmente interessate. L’allarme ha fatto scattare i protocolli di sicurezza in diverse città siciliane. A Palermo il sindaco Roberto Lagalla ha firmato un’ordinanza con cui è stata disposta l’evacuazione di alcune strutture pubbliche ritenute particolarmente esposte nella fase di emergenza. Analoghe misure precauzionali sono state adottate in altre realtà dell’Isola. A Trapani, ad esempio, è stato evacuato il Palazzo di Giustizia, con l’interruzione temporanea delle attività e l’allontanamento di magistrati, avvocati, dipendenti e utenti. Una decisione adottata per garantire la sicurezza delle persone in attesa di ulteriori verifiche e aggiornamenti sull’evoluzione del fenomeno. Le ore successive alla forte scossa sono state caratterizzate da un continuo susseguirsi di controlli e monitoraggi da parte degli organismi di protezione civile e delle forze dell’ordine. Al momento non vengono segnalati danni gravi a persone o cose, ma l’attenzione resta alta lungo tutto il versante settentrionale della Sicilia e nelle aree costiere. L’evento odierno riporta inevitabilmente alla memoria dei siciliani la fragilità di un territorio che convive da sempre con il rischio sismico. La raccomandazione delle autorità è quella di seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali, evitare spostamenti non necessari nelle zone interessate e attenersi alle indicazioni diffuse dagli enti preposti alla gestione dell’emergenza. Intanto lo sciame sismico continua a essere osservato minuto per minuto dagli esperti, mentre la Sicilia guarda con preoccupazione al mare delle Eolie, da dove stanno arrivando i segnali che tengono in allerta un’intera regione.

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