"Terre Rurali d’Europa", il Comune di Santo Stefano Quisquina firma accordo di partenariato - Corriere di Sciacca

“Terre Rurali d’Europa”, il Comune di Santo Stefano Quisquina firma accordo di partenariato

firma protocollo Santo Stefano Quisquina

SANTO STEFANO QUISQUINA.  Il Sindaco di S.Stefano Quisquina Francesco Cacciatore oggi a Troina (EN) ente coordinatore e capofila a livello regionale , ha firmato un accordo di partenariato della Sicilia volto a valorizzare i patrimoni dei territori rurali nell’ambito del programma “Terre Rurali d’Europa” nonché alla realizzazione del progetto interregionale “Parchi, Pastori, Transumanze e Grandi Vie delle Civiltà’ – Parcovie 2030” (Recovery Plan 2021), che interessa le vie della transumanza nei territori regionali di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia con l’obiettivo di rigenerare il sistema socio-economico delle comunità locali generando nuova occupazione e green economy finalizzata a realizzare e valorizzare i percorsi e gli itinerari con finalità di sviluppo economico delle aree a valenza turistico ambientale.

Il progetto si pone l’obiettivo di valorizzare i territori rurali e di mettere in evidenza la qualità e lo stile di vita di coloro che lo abitano e lo rendono unico: uomini, animali e varietà vegetali. Particolare rilievo assume anche il recupero e riqualificazione del patrimonio storico, culturale, ambientale e delle tradizioni della civiltà agropastorale, delle produzioni tipiche agroalimentari e dell’artigianato, per creare opportunità idonee a favorire l’implementazione di attività multisettoriali, capaci di generare sviluppo del territorio anche ecocompatibile con la propria identità.

“ Vogliamo dare continuità a un percorso di valorizzazione delle produzioni e delle nostre eccellenze zootecniche , siamo onorati di far parte di questo importante e prestigioso circuito internazionale riconosciuto dall’UNESCO – dichiara il sindaco Francesco Cacciatore -, che mette al centro la valorizzazione del territorio attraverso della tutela della civiltà agropastorale. Il turismo esperienziale di contatto con la natura e le antiche pratiche agresti, puo’ rappresentare una grande occasione per il rilancio del territorio non soltanto in chiave di offerta turistica integrata”.

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