Sciacca guida la rivolta della pesca: domani assedio a Palazzo dei Normanni

assemblea pescatori 2026

Marinerie siciliane unite a Palermo per strappare fondi extra al bilancio ARS. Sammartino promette il rifinanziamento, ma non basta: “Serve credito d’imposta e stop al caro-gasolio”

SCIACCA. La marineria di Sciacca va alla “guerra”. Domani mattina presidio davanti a Palazzo dei Normanni a Palermo. In piazza non solo Sciacca, ma tutte le marinerie siciliane unite per un assalto al bilancio regionale. L’obiettivo è sollecitare con forza l’ARS a incrementare i fondi per la pesca prima del voto sulle variazioni di bilancio della prossima settimana. Ieri l’assessore Luca Sammartino, collegato on line, ha incontrato le associazioni (c’era anche la delegazione saccense) e ha aperto al rifinanziamento del Fondo di solidarietà. Per Confcooperative, Legacoop, Agci, Unicoop e le altre sigle “è un primo passo positivo, ma non basta”.La crisi è strutturale, dicono: gasolio alle stelle, costi di gestione insostenibili, margini azzerati. Le imprese affondano, le famiglie restano senza reddito.Le richieste sono un ultimatum: credito d’imposta esteso fino al 31 dicembre 2026 per dare ossigeno alle aziende, cassa integrazione in deroga rafforzata per tutelare i lavoratori e intervento nazionale choc sul gasolio, tassando gli extraprofitti dei petrolieri per aiutare chi va per mare.”Non chiediamo elemosina – tuonano le marinerie – ma il diritto di continuare a produrre e a tenere vive le comunità costiere”.

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