Sanità, l’allarme più grave: milioni di italiani rinunciano alle cure

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Spesa pubblica al minimo, divario con l’Europa in crescita e 5,8 milioni di persone costrette a rinunciare a visite ed esami.

La crisi del Servizio sanitario nazionale oggi ha un volto preciso: la rinuncia alle cure. Con una spesa pubblica ferma al 6,2% del Pil, ben sotto la media Ocse ed europea, l’Italia sprofonda in un sottofinanziamento che da anni erode il diritto alla salute. Secondo Fondazione Gimbe, nel 2024 5,8 milioni di cittadini hanno rinunciato a esami diagnostici e visite specialistiche per motivi economici. Il divario con l’Europa cresce: l’Italia è dietro 14 Paesi, lontana da Germania, Francia e Regno Unito. La spesa pro capite è tra le più basse: 3.952 dollari, oltre 900 in meno della media Ocse. Un gap complessivo di 36,1 miliardi, frutto di 15 anni di risorse insufficienti. Opposizioni e professionisti denunciano un sistema che non regge più, mentre dal Governo arrivano rassicurazioni: il sottosegretario Marcello Gemmato annuncia un aumento del Fondo sanitario, ricordando gli 18 miliardi aggiunti negli ultimi tre anni e i 6,3 miliardi previsti per il 2026.

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