Riduzione pressione fiscale, Giuseppe Catanzaro: “Altro flop della giunta Termine”

Catanzaro Giuseppe

Un duro sfogo del consigliere comunale Giuseppe Catanzaro riguarda la possibilità sfumata di abbassare la pressione fiscale dei tributi locali per le attività commerciali del centro storico, sempre più in fase di “desertificazione”

SCIACCA– “Abbassare la pressione fiscale su chi ha una attività in centro storico? Ridurre la tassa dei rifiuti a chi lavora nel turismo e la paga puntualmente? Il consiglio comunale di ieri sera ha dato la risposta: si, si può fare. O meglio, si sarebbe potuto fare. Ma non è stato fatto”. E’ la considerazione e la conclusione del consigliere comunale Giuseppe Catanzaro al termine del consiglio comunale di ieri sera. Catanzaro chiosa che dal consiglio comunale di ieri sera “è emersa con chiarezza l’ennesima falla, l’ennesimo flop di una amministrazione che poteva abbassare le tasse a specifiche categorie di lavoratori locali ma non lo ha fatto. Mancano i soldi per farlo? Mancava tempo? Mancava un modo per farlo? No, è mancata semplicemente volontà e visione politica ed amministrativa”. Catanzaro attacca duramente il Pd e Mizzica. “E’ emersa una seconda verità, stavolta politica: al Partito Democratico di Sciacca di abbassare la tassazione locale a chi fa impresa in città frega poco o nulla. Frega poco alla corrente che fa capo alla segretaria nazionale Schlein, a guida Mizzica, che oggi amministra la città e frega altrettanto poco alla componente riformista, assente in massa insieme al campo largo tutto, già in vacanza”. Insomma, il consigliere Catanzaro rimarca “un disinteresse grave, una assenza programmatica e politica rispetto al tessuto economico cittadino in grande sofferenza”. Emerge, per Catanzaro, “una apatia politica che, a cinque anni di distanza dalla vittoria di Fabio Termine, testimonia quanto l’alleanza tra Mizzica e PD abbia partorito un progetto politico autoreferenziale e povero di sensibilità amministrativa”. Poi, l’affondo finale: “Al centrosinistra parlare di sostegno al turismo e contrasto alla desertificazione commerciale verrà un po’ più difficile. Si poteva dare un contributo concreto a categorie produttive ma non si è fatto. La priorità evidentemente rimane e rimarrà quella di ricucire le beghe tra le correnti del partito, ricorrente litania da sempre anteposta alle urgenze economiche e sociali di una città in grande sofferenza, da parte di un partito lontano dai reali bisogni delle persone”.

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