PROVINCIA REGIONALE DI PALERMO: QUEI 30 MILIONI IN SVIZZERA E DANIMARCA

Li hanno trovati. Erano tanti e lo sono ancora: 30 milioni di euro che la Provincia di Palermo, qualche anno fa, ha ‘investito’ attraverso una sconosciuta società finanziaria con sede a Como. Il denaro si troverebbe custodito tra la Danimarca e la Svizzera. Una vicenda dai contorni incredibili. Con gli inquirenti che, pur avendo individuato il denaro, non sono ancora riusciti a venirne in possesso. Anche perché c’è chi fa ostruzionismo. I magistrati ne sono certi: quelli rintracciati sono i soldi della Provincia “virtuosa” di Palermo, truffata, come altri clienti, dalla finanziaria Ibs Forex.

La storia è  un pò ’incredibile. Protagonista è la Provincia regionale di Palermo, retta allora da Francesco Musotto, già esponente di Forza Italia e oggi capogruppo dell’Mpa a Sala d’Ercole, sede del parlamento siciliano. E’ proprio l’amministrazione provinciale che affida alla Ibs Forex i propri fondi. Si tratta di denaro finito nelle ‘casse’ della Provincia grazie alla stipula di due mutui per l’importo di 30 milioni di euro. Questo è il primo passaggio singolare di tutta questa storia: un’amministrazione pubblica chiede in prestito 30 milioni di euro, supponiamo per realizare un’opera pubblica, e poi, invece, affida i soldi a una società finanziaria per investirli. Tutto regolare o siamo alla follia? Il gatto e la volpe Tutto questo è avvenuto poco prima che Musotto lasciasse la Provincia di Palermo per candidarsi alle elezioni regionali (1998). Poco dopo l’ ‘oculato’ investimento operato dall’amministrazione provinciale, la società che avrebbe dovuto far ‘fruttare’ l’investimento della ‘lungimirante’ amministrazione provinciale (proprio come il gatto e la volpe avrebbero dovuto far fruttare le monete d’oro di Pinocchio…) è finita in dissesto. “Agneddu e sucu e finiu u vattiu”, si disse allora ( è la frase siciliana con la quale si dà l’addio a qualcosa che è andata definitivamene perduta).

Invece, adesso, i soldi son riapparsi. Come mai? Qualcosa, forse, è andata ‘storta’? A quant pare, sì. E’ interessane ripercorrere alcuni passaggi di questa storia. L’attuale presidente della Provincia di Palermo subentrato a Musotto, Giovanni Avanti, quando viene fuori la storia dichiara: “Non essendo mai stato messo al corrente di tali investimenti posti in essere in epoca precedente all’inizio del mio mandato, mi sono subito attivato richiedendo al direttore generale dottor Antonino Caruso tutta la documentazione sugli atti amministrativi da lui posti in essere, ed ho così appreso che la Provincia regionale di Palermo ha iniziato a versare dei propri fondi ad Invest Banca nel novembre del 2006 affinché ne affidasse la gestione alla società Ibs Forex” . Il primo versamento ammonta a 1,5 milioni di euro. Nel corso degli anni successivi il capitale versato ha raggiunto i 29,5 milioni di euro, con ultimo versamento al febbraio 2008. Avanti afferma anche: “Ho quindi invitato il direttore generale Antonino Caruso a trasmettermi con immediata urgenza una relazione analitica dalla quale risultasse se l’investimento tramite Ibs Forex fosse stato effettivamente operato e, in caso positivo, sulla base di quali atti amministrativi autorizzativi, in forza di quali norme di legge ed in esecuzione di quali provvedimenti.

Dopo avere ricevuto conferma dell’avvenuto investimento dallo stesso direttore generale Caruso, che riferisce di avere operato in assoluta autonomia su mandato dell’allora presidente della Provincia regionale di Palermo che gli ha conferito potere di firma, abbiamo deliberato in giunta l’istituzione di una commissione di indagine amministrativa interna composta coordinata dal segretario generale dell’Ente Salvatore Currao e composta da esperti – il professore Salvatore Raimondi, docente di Diritto Amministrativo, il professore Alberto Stagno D’Alcontres, docente di Diritto Commerciale e Bancario, l’avvocato penalista Raffaele Bonsignore, il professore Giuseppe Frisella, docente di Finanza Aziendale – affinché venisse verificata l’eventuale legittimità e regolarità degli atti con l’incarico di esperire azione legale a tutela degli interessi dell’Ente in tutte le sedi competenti ed è stata data informazione alla Procura regionale della Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica per quanto di loro competenza ed anche il collegio dei revisori della Provincia è stato attivato per riferire agli organi di governo sui rapporti intrattenuti con Ibs Forex”.

È stato data mandato all’avvocato Raffaele Bonsignore di assumere informazioni dalla Procura di Como e di seguire le indagini, a tutela degli interessi dell’Ente”. Il Direttore generale della Provincia, Antonino Caruso, sembra che, pur avendo rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico, sia rimasto in organico alla Provincia di Palermo. D’altronde, è imbarazzante dovere sottolineare come lo stesso, essendo il fratello, gode certamente dell’autorevolezza di Giuseppe Caruso, attuale Prefetto di Palermo. Insomma la Provincia di Palermo è soggetta ad una vera e propria truffa in cui certamente ci sono stati coinvolgimenti interni all’Ente su cui indaga il pubblico ministero Paolo Guido della Procura di Palermo.

La retata. Dopo la truffa, quindi, sono arrivate le manette. Sono stati sette gli arresti eseguiti dalla Guardia di Finanza di Como. Dentro sono finiti sette amministratori di Ibs Forex, la finanziaria comasca che ha messo nei guai 1300 piccoli risparmiatori, oltre il colosso della Provincia di Palermo. I reati contestati sono bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e falso in bilancio, che hanno portato la Ibs Forex al fallimento su richiesta del pubblico ministero comasco ed alla sua cancellazione dall’albo degli operatori finanziari della Banca d’Italia. Sessanta i milioni di euro di euro apparentemente andati in fumo sui novanta gestiti dalla Ibs. Tra questi anche gli investimenti dell’ente di via Maqueda. La fitta rete di promotori sparsi per l’Italia prometteva lauti guadagni nel settore delle valute estere. “Il meccanismo – hanno spiegato gli inquirenti – ha cominciato a rompersi quando la Provincia Regionale di Palermo ha fatto una richiesta di disinvestimento parziale di 15 dei 30 milioni di euro investiti che la Ibs Forex, ovviamente, non è stata in grado di soddisfare, poiché le proprie casse già erano state svuotate da tempo e potremmo oggi aggiungere a beneficio dei conti esteri”.

 Intanto oltre la Procura palermitana indaga anche la Corte dei Conti e l’augurio è che si chiudano al più presto possibile le inchieste, per accertare se vi siano state responsabilità politiche, amministrative e contabili interne alla Provincia di Palermo e, in particolare, da parte di chi ha incautamente o per finalità diverse investito i soldi pubblici in operazioni finanziarie ad altissimo rischio, in una società fantasma priva dei requisiti di affidabilità. Musotto: “No so nulla” Da precisare come l’allora Presidente della Provincia, Musotto, ha sempre rivendicato la propria estraneità agli investimenti finanziari anche se , in qualità di Presidente dell’Ente, appare incredibile che non sia mai venuto a conoscenza di nulla.

Ritorniamo al denaro. Secondo la Procura di Como, i soldi non sarebbero andati per nulla in fumo e, invece, si troveebbero depositati in dei conti intrattenuti con istituti di credito Svizzeri e Danesi. La Procura di Como, che indaga senza sosta ormai da due anni, ha proceduto alla richiesta di informativa in questi Paesi europei. Ma, dopo quasi un anno e mezzo di attesa, ancora nulla è dato sapere. Secondo gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Como, coordinati dal pubblico ministero Massimo Astori, il denaro potrebbe essere stato canalizzato e nascosto ad arte in mille rivoli ma, soprattutto, in una complessa rete di fiduciarie e conti corrente svizzeri e in Danimarca. A Copenaghen ha sede la Saxo Bank, principale broker con il quale la Ibs Forex di Sandro Tiso e Graziano Campagna faceva affari per investire i soldi dei risparmiatori sul mercato valutario. Da oltre un anno la procura di Como, attraverso la Farnesina, ha inoltrato alla magistratura danese una rogatoria internazionale per riuscire a ricostruire i movimenti di denaro passati dalla Saxo, ovviamente limitatamente a quelli provenienti da piazza Grimaldi oppure in uscita verso conti potenzialmente riconducibili agli amministratori della finanziaria comasca.

Tra Copenaghen e la luna… Che a Copenaghen ci fosse un conto della Ibs Forex è fatto noto, dimostrato dal prelievo lampo che – stando alle ipotesi investigative – il direttore operativo della fu Ibs, Sandro Tiso, fa nei giorni dell’affondamento per soddisfare le richieste di quattro promotori siciliani preoccupati di dover spiegare ai loro clienti il motivo per cui al posto dei soldi, si sarebbero dovuti accontentare di un pugno di mosche. I modi decisi, con tanto di (presunta) minaccia di defenestramento dagli uffici della finanziaria, sarebbero stati sufficienti a richiamare 3 milioni di euro conservati presso il conto della società alla Saxo Bank e bonificarli sui conti dei promotori siciliani. Di tali soggetti siciliani baciati dalla fortuna non si fanno i nom,i ma si puo’ intuire chi possano essere. C’è del marcio in Danimaca? Dopo avere saputo che i soldi ci sono e dopo quasi un anno e mezzo di attesa, dalla Danimarca non è ancora arrivata alcuna risposta alla rogatoria internazionale, a dispetto dei solleciti compiuti sia dalle Fiamme gialle che dal ministero stesso. Silenzio pure in Svizzera, dove è certa l’esistenza di conti correnti riconducibili ai vertici della Ibs Forex. Anche qui gli inquirenti hanno trovato una traccia, che sarebbe stato bello poter approfondire con la collaborazione – finora assente – degli inquirenti elvetici. Grazie all’unica rogatoria con esito positivo, quella spedita in Liechtenstein, finanza e pubblico ministero sono riusciti a ricostruire il viaggio di una piccola porzione del tesoretto di Ibs. Una traccia che conduce in Belize, nel Centro America, dove ha sede la Wellinvest company, società titolare del conto corrente numero 224.088.31 presso la Liechtensteinische Landersbank di Lugano. Un conto aperto nel maggio 2008 e chiuso nel gennaio dello scorso anno, da cui è transitato – prima di scomparire nel nulla – un quarto di milione di euro. Tutta la corrispondenza legata a quel conto veniva consegnata dapprima a una casella postale di Lugano, quindi in piazza Bironico 16 a Manno, ovvero a casa di Graziano Campagna (siciliano doc), uno dei principali sospettati nel dissesto della Ibs Forex.

 La pista ‘siciliana’ Ed ecco rispuntare la pista siciliana che coincide con la circostanza per cui la Provincia di Palermo è stata, in assoluto, il più importante cliente investitore della Ibs Forex. I contatti per la provincia di Palermo con la Ibs Forex di Graziano Campagna li teneva ovviamente il direttore dell’Ente siciliano, Antonio Caruso. Anche qui sembra incredibile che questo burocrate non abbia sospettato nulla e senza freni inibitori di alcun genere abbia preferito, in autonomia (e questa circostanza è veramente incredibile), una ‘scognita’ finanziaria comasca rispetto a piu’ sicuri strumenti di investimento e tutela del risparmio pubblico. Graziano Campagna è, al momento, l’unico amministratore della società tuttora in carcere, al Bassone. Nei giorni scorsi, infatti, il pm ha dato parere favorevole alla concessione degli arresti domiciliari sia a Sandro Tiso, il direttore operativo della finanziaria, che a Gianluca Priano, presidente del cda. Entrambi avrebbero fatto mezze ammissioni davanti al magistrato e avrebbero in parte collaborato con l’inchiesta. Alla quale però mancano ancora due tasselli importanti: le risposte dalla Svizzera e dalla Danimarca. Chissà se lasciarli un altro po’ in gattabuia sarebbe stato utile a persuaderli a collaborare di piu’ ovviando alle mancate risposte elvetiche e danesi.

La storia comunque non è finita . E ci piacerebbe scoprire al dunque chi, nel raffinato disegno criminoso, doveva essere l’utilizzatore o gli utilizzatori finali di questo bel gruzzoletto. Vuoi vedere che tirano in mezzo qualche povero benemerito politico? Cose dell’altro mondo!

 

Virginia Di Leo  www.linksicilia.it

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