Nuovo intervento salvavita del Servizio Antiveleni dell’ASP di Agrigento per una grave intossicazione a Ragusa
Risposta d’urgenza e invio immediato dell’antidoto: confermato il ruolo strategico della struttura nella rete regionale delle emergenze tossicologiche
A pochi giorni dal precedente supporto all’ospedale di Trapani, il Servizio Antiveleni dell’ASP di Agrigento è intervenuto nuovamente in un’emergenza tossicologica, questa volta su richiesta dell’ASP di Ragusa. Nel fine settimana dell’8 agosto, la struttura agrigentina ha ricevuto una segnalazione urgente per un paziente che aveva assunto una massiccia dose di farmaci, tra cui acido valproico e trazodone. La richiesta è stata presa in carico immediatamente. La dottoressa Luisa Lombardo, dirigente farmacista in reperibilità, ha attivato senza ritardi le procedure necessarie, garantendo il reperimento e l’invio rapido del trattamento richiesto. L’intervento conferma l’efficienza di un servizio che negli ultimi mesi ha consolidato il proprio ruolo nella rete regionale e nazionale dei Centri Antiveleni. Il Servizio opera all’interno dell’UOC di Farmacia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, diretta dal dottor Giuseppe Bellavia, con il coordinamento operativo della dottoressa Valeria Pizzimenti. Il nuovo episodio segue quello di luglio, quando il Servizio Antiveleni aveva fornito all’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani il fomepizolo, antidoto di difficile reperibilità, necessario per trattare un giovane paziente vittima di un’intossicazione accidentale. «Questi interventi – sottolinea il dottor Bellavia – dimostrano il valore di una rete organizzata e della disponibilità di scorte di antidoti che devono essere reperibili e messi a disposizione in tempi estremamente rapidi. Il fatto che altre province si rivolgano al nostro Servizio conferma l’importanza del lavoro svolto quotidianamente». Il Servizio Antiveleni dell’ASP di Agrigento è oggi un presidio essenziale per la gestione delle emergenze tossicologiche in Sicilia, grazie alla disponibilità di antidoti spesso rari e a un’organizzazione attiva 24 ore su 24. «La capacità di intervenire rapidamente a supporto di altri ospedali – afferma il commissario straordinario Alessandro Delle Donne – è un esempio concreto di come la sanità pubblica possa fare rete e mettere competenze e risorse a disposizione dell’intero sistema regionale».





