Monti Sicani, Santo Stefano invia alla Regione il documento tecnico per la fase post-incendi: “Serve una strategia organica”
Il dossier coordinato dal prof. La Mela Veca analizza le criticità dopo i roghi di luglio e propone interventi su rischio idrogeologico, rete idrica e gestione del patrimonio boschivo.
Un documento tecnico-scientifico per affrontare la fase successiva ai devastanti incendi che, dal 21 al 24 luglio, hanno colpito i Monti Sicani. È quello che il Comune di Santo Stefano Quisquina ha trasmesso alla Regione Siciliana, all’Anas, al Libero Consorzio e al Prefetto di Agrigento, dopo essere stato redatto sotto il coordinamento del prof. Donato Salvatore La Mela Veca dell’Università di Palermo. Il dossier raccoglie analisi, valutazioni e proposte operative per andare oltre la logica del semplice risarcimento dei danni e definire una strategia organica di ripristino ambientale, mitigazione del rischio idrogeologico e prevenzione degli incendi boschivi. «Occorre superare la gestione dell’emergenza e pianificare interventi strutturali», sottolinea il sindaco Francesco Cacciatore. Tra le priorità individuate: il recupero delle aree bruciate, la regimazione delle acque, la tutela del patrimonio vegetazionale, il rafforzamento delle misure di prevenzione e un sistema di comunicazione più efficace tra enti e territorio. «Con i primi acquazzoni estivi – aggiunge Cacciatore – sono già emerse criticità. La sicurezza della popolazione deve essere una responsabilità condivisa». L’invio del documento apre ora una fase di confronto con le istituzioni regionali e nazionali, con l’obiettivo di trasformare l’emergenza in un programma di interventi concreti per la resilienza del territorio. Intanto il Comune attende una risposta rapida sulla richiesta di risarcimento: 4 milioni di euro solo per Santo Stefano Quisquina.





