La Corte dei Conti indaga sulle consulenze di Armao. Schifani lo molla
Sull’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, che è in attesa della pronuncia del gip sulla richiesta di arresto per corruzione, i magistrati della Corte dei conti hanno aperto un’inchiesta sulle consulenze affidate da Palazzo d’Orleans ad Armao
PALERMO – Gaetano Armao, il potene avvocato e professore universitario, che sino a poco tempo fa è stato esperto del governatore Renato Schifani e presidente della commissione Cts per il rilascio dei permessi ambientali, è sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati della Corte dei Conti che stanno radiografando gli incarichi da Palazzo D’Orelans per i quali avrebbe ricevuto compensi per circa centomila euro l’anno.
Gli investigatori della guardia di finanza, su delega dei giudici contabili, si sono presentati negli uffici della Presidenza della Regione per acquisire i documenti relativi ai rapporti professionali di Armao con l’amministrazione siciliana, i suoi contratti e i suoi compensi. Gli agenti del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno sequestrato alcuni atti.
I contenuti della delega contengono il massimo riserbo. Si amplia, così, il campo degli accertamenti su Armao, sott’inchiesta da parte della Procura di Palermo per un presunto «comitato occulto» composto da burocrati, faccendieri, funzionari e imprenditori capace di indirizzare le scelte della Regione. Agli atti dell’inchiesta ci sono centinaia di intercettazioni e videoriprese in cui sono immortalati scambi di bustarelle, colloqui per indirizzare il buon esito delle pratiche dei permessi ambientali concessi dalla commissione Cts di cui Armao è stato presidente sino allo scorso agosto, manovre relative alle convenzioni milionarie per le cure palliative e l’assistenza domiciliare. Le microspie e le telecamere piazzate dagli investigatori della squadra mobile hanno consentito di scoprire anche il nascondiglio del denaro usato da Armao: l’orologio a pendolo nella stanza del suo studio di via Noto.
L’inchiesta per corruzione ha provocato un terremoto nel mondo della politica anche perché l’ex vicepresidente sarebbe andato ben al di là del suo incarico di consulente del governatore Renato Schifani e di componente della commissione Cts incaricata di rilasciare i permessi ambientali, svolgendo di fatto un ruolo di governo con una gestione del potere che ha travalicato i suoi ruoli di esperto indirizzando scelte di competenza dei componenti della giunta di Palazzo d’Orleans o dei vertici dell’amministrazione.
Intanto, il presidente della Regione, Renato Schifani, in una audizione durata tre ore all’Antimafia siciliana, ha preso le distanze da Gaetano Armao, criticandolo sul piano umano e anche su quello professionale. Schifani allontana da sé ogni responsabilità per le inchieste che hanno travolto il governo e la maggioranza e ha depositato una memoria di 24 pagine.
Schifani ha definito la vicenda che riguarda Armao «inimmaginabile e deprecabile dal punto di vista umano».
Gaetano Armao è stato più volte assessore regionale e anche vice presidente della Regione. Il tutto senza mai essere eletto. Fu anche il padre dei due bandi per l’affidamento delle Terme di Sciacca ai privati. Ambedue i bandi furono deserti.





