Frana di Niscemi. Ci sono indagati eccellenti: Schifani, Musumeci, Crocetta e Lombardo

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La procura di Gela ricostruisce 29 anni di omissioni: tredici indagati tra ex presidenti della Regione, dirigenti della Protezione civile e responsabili dell’ATI

A tre mesi dalla prima frana che ha bloccato la provinciale 12, la procura di Gela traccia il primo bilancio dell’inchiesta per disastro colposo e danneggiamento. Sono tredici gli indagati, tra cui l’attuale ministro della Protezione civile Nello Musumeci, in qualità di ex presidente della Regione dal 2017 al 2022. Nel registro anche l’attuale capo della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, l’ex dirigente Calogero Foti e gli ex governatori Lombardo e Crocetta e l’attuale Schifani. Il procuratore Salvatore Vella ha spiegato che l’indagine riguarda «i soggetti che avevano poteri decisionali» nell’ATI incaricata degli interventi tra il 2009 e il 2016 e i commissari delegati dalle ordinanze nazionali di Protezione civile, cioè i presidenti della Regione dal 2010 al 2026. Nelle loro disponibilità, ha ricordato Vella, ci sono ancora 12 milioni di euro destinati alle opere mai realizzate. Il pool frana, insieme ai consulenti tecnici Chiara Cappadonia, Maurizio Gasparo Morticelli ed Edoardo Rotigliano, ha ricostruito le omissioni successive alla frana del 1997, quando il quartiere Sante Croci precipitò nel vuoto. Da allora, demolizioni e interventi di contenimento non sono mai stati completati. Dopo il cedimento del 15 gennaio e il boato del 25, che ha portato allo sgombero di 1.500 residenti, la frana più grande d’Europa è tornata a muoversi. Novanta giorni dopo, l’inchiesta entra nella sua fase decisiva.