Desertificazione commerciale a Sciacca. Il punto dell’assessore al commercio

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La chiusura di centinaia di attività commerciali all’interno del centro storico saccense è il tema che la politica deve affrontare. La “desertificazione” non è un fenomeno locale ma è comune sul territorio nazionale

SCIACCA- Oltre cento attività economiche del centro storico hanno chiuso i battenti segnando una sua caratterizzazione di allarme che la politica deve cogliere e arginare. Compito, in verità, non facile poiché il fenomeno detto “desertificazione” dei centri storici attraversa l’intera penisola. Mutano i tempi, mutano i mercati, mutano le abitudinio dei cittadini e in tale contesto un gioco di rilievo contano le nuove tecnologie che spingono all’E-commerce. Basta guardare in giro per rendersi conto della esponenziale lievitazione dei corriere per la consegna degli acquisti effettuati online.
L’assessore al Commercio del Comune di Sciacca, Ludovico Moreno Luna ha voluto offrire un suo contributo per fare il punto della situazione e illustrare “dove siamo e dove andiamo”. Lo stesso assessore ammette che la desertificazone commerciale dei centri storici è un fenomeno nazionale. Sul tavolo del Parlamento è arrivata una proposta di legge di iniziativa popolare per affrontarla su scala nazionale. Il fenomeno saccense è particolarmente spiccato e mentre l’assessore fa il punto della situazione, almeno altre quattro attività stanno lasciando Via Licata. Mette le mani avanti l’assessore e chiosa che si tratta di “un fenomeno strutturale che attraversa almeno quattro sindaci e che nessuna Amministrazione ha affrontato con strumenti normativi propri”. Una precsazione che fa la suddivisione di responsablità andando a ritroso nel termpo.
Ma vediamo, appunto, il resoconto ad oggi dell’assessore Luna.
Il Regolamento. E’ stata trasmessa, nel mese di agosto a tutte le Commissioni consiliari permanenti, la bozza di regolamento comunale per il contrasto alla desertificazione commerciale. Venti articoli che introducono agevolazioni concrete su IMU, TARI e Canone Unico Patrimoniale per i locali sfitti che tornano sul mercato, un programma di
valorizzazione delle botteghe storiche, un fondo per il sostegno all’insediamento di nuove attività, e — all’articolo 16 — un Tavolo Permanente del Commercio con operatori economici, associazioni di categoria e rappresentanti dell’Ente.
La I Commissione Permanente Affari Generali, presieduta dalla consigliera Carmela Santangelo, ha avviato l’esame formale del testo.
Il quadro nazionale: ZESpro. La Giunta comunale ha approvato una delibera di adesione istituzionale alla proposta di legge di iniziativa popolare “ZESpro-Zone Economiche Speciali di prossimità”, promossa da Confesercenti Nazionale. Le ZESpro sono concepite come ambiti territoriali nei quali concentrare incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e un fondo nazionale per la rigenerazione urbana del commercio. La proposta prevede regimi fiscali agevolati per chi apre o mantiene un’attività in zone a rischio desertificazione, sostegno finanziario diretto e un Piano nazionale per la rigenerazione del commercio e dei servizi di prossimità, con un Osservatorio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per
monitorare l’evoluzione del settore.
Non si tratta di una legge già approvata. Per proseguire il proprio iter parlamentare, la proposta deve raccogliere almeno 50.000 firme entro il 25 novembre 2026.
Il prossimo passo. Nelle prossime settimane l’assessore Luna sottoporrà il testo alla Giunta comunale per l’adozione formale, avviando così l’iter per la calendarizzazione della discussione e la successiva approvazione definitiva in Consiglio Comunale.

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