Da Bolzano ad Agrigento: Poste Italiane sconfitta in Tribunale
Accolto il reclamo cautelare: per i giudici la tutela assistenziale è imperativa e prevale sugli accordi sindacali
Il Tribunale di Roma ha disposto il trasferimento immediato di un dipendente di Poste Italiane dalla sede di Bolzano al Centro Operativo di Agrigento, accogliendo il reclamo presentato dal lavoratore assistito dagli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Giuseppe Gatto. La vicenda nasce dal contratto stipulato nel giugno 2024, con assegnazione al Nord nonostante il dipendente fruisse dei permessi della Legge 104 per assistere il fratello residente a Porto Empedocle, affetto da grave patologia. Con il peggioramento delle condizioni dei genitori, la rete familiare si è indebolita, rendendo necessario il trasferimento in Sicilia, richiesto due volte e sempre negato dall’azienda. Il Collegio ha riconosciuto l’urgenza della misura, evidenziando che il lavoratore è l’unico in grado di garantire assistenza continuativa al familiare disabile. I giudici hanno chiarito che l’articolo 33, comma 5, della Legge 104 ha natura imperativa e non può essere limitato dagli accordi sulla mobilità invocati da Poste, che non ha dimostrato né la saturazione dell’organico ad Agrigento né l’impossibilità di riorganizzare turni e orari a Bolzano. La decisione richiama anche gli orientamenti della Corte di Giustizia UE sugli accomodamenti ragionevoli: spetta al datore di lavoro provare che il trasferimento comporti un sacrificio organizzativo sproporzionato. Non avendo fornito elementi concreti, Poste è stata condannata anche al pagamento delle spese di lite, pari a circa 6.000 euro.





