Colonoscopia nel 2029, bufera sull’Asp di Agrigento: attesa di oltre 2 anni e mezzo ma a pagamento in 48 ore
Il caso clamoroso denunciato da un professionista e pubblicato da Agrigentonotizie. Prenotazione fissata al 4 luglio 2029 dall’Asp. Se paghi 48 euro in intramoenia l’esame diventa immediato. La replica dell’Azienda: “Mancava la priorità clinica”
Sì, avete capito bene: 4 luglio 2029. È questa la data fissata dall’Asp di Agrigento a un professionista agrigentino che ha prenotato con il Servizio Sanitario Nazionale una colonscopia. Un’attesa di oltre due anni e mezzo per un accertamento diagnostico fondamentale, che può servire a individuare o escludere patologie anche gravissime, a partire dai tumori del colon-retto. Due anni e mezzo in cui la prevenzione viene di fatto annullata e la salute del cittadino messa a rischio. La notizia, resa pubblica e rilanciata dal sito Agrigentonotizie, ha dell’incredibile e fotografa il fallimento delle liste d’attesa in provincia di Agrigento. Un fallimento che diventa scandalo se si scopre l’altra faccia della medaglia: se lo stesso cittadino sceglie l’intramoenia, l’attività a pagamento svolta dagli stessi specialisti, il costo è di appena 48 euro e l’appuntamento diventa molto più ravvicinato, con la possibilità di scegliere anche il medico. Due sanità: una per chi può pagare e una, lentissima, per chi non può. Sulla vicenda è intervenuta la Direzione Strategica dell’Asp che ha avviato una verifica interna tramite UOC Controllo di Gestione e CUP. Secondo l’Azienda, la prescrizione sarebbe stata acquisita senza indicazione di classe di priorità clinica U-B-D-P e senza quesito diagnostico dettagliato, elementi indispensabili per l’appropriatezza. Il Cup avrebbe assegnato la prima disponibilità utile nella sede prescelta e sarebbe stato attivato il percorso di tutela con proposta di sede alternativa, come previsto dal D.Lgs 124/98. L’Asp ricorda gli screening gratuiti dedicati e annuncia audit straordinario sulle agende di endoscopia e potenziamento con fondi nazionali. Spiegazioni burocratiche che non cancellano la vergogna: nel 2026 prenotare per il 2029. La vicenda agrigentina fa esplodere il caso politico e sanitario proprio nelle stesse ore in cui il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha lanciato un monito perentorio alle Regioni dal Forum Salute e Innovazione a Roma, annunciando la ferma intenzione di ricorrere ai poteri sostitutivi dello Stato di fronte a gravi inadempienze nella gestione dei tempi di erogazione delle cure. Le parole del ministro sono chiare: «Laddove riscontrassimo delle situazioni di grave inadempienza» da parte delle Regioni, «non esiterò a esercitare i poteri sostitutivi. Ma, detto questo, sottolineo che sulle liste d’attesa ci vuole un gioco di squadra che deve essere fatto dal ministero, dalle Regioni dagli assessori regionali e anche dai cittadini».
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