Code interminabili e costi nascosti: ecco quanto la viabilità alternativa pesa sul portafogli
Con carburante a 2,30 euro e con 50 minuti di fila al giorno in media, ogni auto brucia un litro in più. In tre anni oltre 2.500 euro di spesa aggiuntiva, senza contare l’usura meccanica causata dalle soste forzate.
Le code che ogni giorno paralizzano Sciacca lungo la viabilità alternativa della SS115, creata per i lavori nella galleria Belvedere, non sono solo un disagio. Sono un costo economico reale, che incide sulle famiglie e sulla vita quotidiana della città. Un’auto ferma ma accesa per 50 minuti di fila consuma circa un litro di carburante in più al giorno. Con il prezzo medio a 2,30 euro al litro, significa 850 euro di spesa aggiuntiva all’anno. Se la situazione dovesse durare per i tre anni previsti dei lavori, ogni automobilista arriverebbe a superare i 2.500 euro di costi extra. E questo riguarda una sola auto. Moltiplicando per migliaia di veicoli che ogni giorno attraversano via Lioni, via Pompei, via Ferraro e le arterie collegate, l’impatto complessivo diventa enorme. Ma c’è un altro aspetto spesso ignorato: l’usura meccanica. Le soste prolungate con motore acceso sollecitano olio, iniettori, freni e frizione, componenti che non nascono per funzionare in condizioni di stop‑and‑go continuo. L’aumento delle temperature, le micro‑accelerazioni e le ripartenze forzate anticipano interventi di manutenzione e sostituzioni, con ulteriori costi per gli automobilisti. Sciacca vive così una doppia emergenza: quella della mobilità e quella economica. Le code non sono solo un fastidio: sono un peso concreto che si somma allo stress di chi lavora, di chi accompagna i figli a scuola, di chi deve attraversare la città. Una situazione che tutti stanno tralasciando ma che merita di entrare nel dibattito pubblico. I numeri sono chiari e la viabilità non è solo traffico, ma anche economia.





