Centrodestra nella turbolenza, oggi riunione. Fratture al suo interno e volontà di mozione di sfiducia a Termine
Quella che fu la coalizione del centrodestra che sostenne la candidatura di Ignazio Messina è ormai un ricordo e come tale appartiene al passato. La questione della morale, oggetto dell’ultima seduta consiliare, è stata la prova provata di una opposizione nella stagione dei saldi
SCIACCA– Doveva essere una seduta consiliare che segnava una svolta all’agonia in cui la città è stata relegata. L’asso nella manica che l’opposizione avrebbe calato sul tavolo verde. Ma più che un asso, l’opposizione ha gettato sul tavolo di gioco un due di coppe quando la briscola è spade. Il sindaco Fabio Termine è stato un giocatore professionista e ha condotto il gioco tanto da lasciare in mutante i partecipanti. E dire che gli interventi dell’opposizione, in premessa, spiegavano che il sindaco non avrebbe risposto sulla questione e avrebbe deragliato la discussione fuori dai binari del tema principale. Il sindaco è riuscito a mandare la palla in tribuna, l’opposizione ad assistere ad un incontro di boxe tra sindaco e consigliere Bono.
Ma vi è di più. La seduta ultima toglie il velo ad un quadro politico che si è tentato di nascondere: il centrodestra si è sfilacciato, si è ridotto a brandelli. L’opposizione ha preferito allungare l’agonia politico-amministrativa per visioni tornacontiste dei partiti. Ma anche per la paura del domani. Forza Italia e Fratelli d’Italia soffrono una forte crisi identitaria con parti che tra loro cozzano creando scintille.
Vi sono, inoltre, taluni consiglieri che da tempo meditano di salire sul carro dell’ipotetico bis di Termine. Interventi in aula mirati ad un amorevole sguardo verso il sindaco assumendo una posizione del guado incompleto di un fiume. Del resto, quando la politica si unisce ad incarichi dirigenziali, quando le due parti confluiscono su un binario comune, resta evidente il senso della gratitudine. Gratitudine che si dimostra anche con la presentazione di una lista civica.
Il centrodestra (quale?) è in fibrillazione e sembra un pugile suonato e stasera si riunisce. Una riunione proposta dal consigliere Gaetano Cognata che con Fratelli d’Italia ha assunto distanza marcata, forse qualcosa in più.
La questione di riproporre la mozione di sfiducia al sindaco non è seppellita. Anzi, parrebbe prendere vigore. E un rianimatore parrebbe proprio Cognata che vedrebbe positivamente una soluzione civica capace di attirare forze convinte di andare oltre i tradizionali schemi partitici e politici. Del resto, le elezioni comunali sono perimetrate nelle mura cittadine e hanno una loro caratterizzazione che facilmente possono vestire gli abiti dell’autonomia rispetto ai partiti nazionali. Una aggregazione civica che salta gli steccati attuali per proporre una nuova frontiera. Una nuova frontiera che ha l’obiettivo di rappresentare una valida alternativa alla ricandidatura dell’attuale sindaco. Sindaco che ha perso significativi rappresentanti del Pd, di M5S e Verdi. Una perdita che ha generato una frattura insanabile. Dunque, uno scenario che supera una divisione partitica e lo pone nell’ottica di una svolta stimolante. Nell’ultima seduta consiliare, e non solo, è apparsa chiara la frattura insanabile tra i “defenestrati” e il sindaco. Dunque, un nuovo scenario da presentare all’elettorato. In tale scenario, tuttavia, appare sin troppo evidente la contrarietà di Forza Italia che si è dimostrata tenue rispetto alla mozione di sfiducia. Forza Italia contraria e che rallenta tra necessità di tutelare la poltrona e i dissidi interni, non dimenticando la posizione dell’onorevole Falcone (in minoranza in Forza Italia), referente politico dell’ex sindaco Fabrizio Di Paola. Una situazione scoppiettante all’interno di Forza Italia, partito che non intenderebbe sostenere possibili candidature locali o regionali. Partito che risente l’uragano avvenuto ad Agrigento.
Fratelli d’Italia si è rimpicciolita con la presa di distanza di Gaetano Cognata, favorevole alla mozione di sfiducia. Mozione di sfiducia che convince anche Lorenzo Maglienti di Mpa. Rimane il gruppo dei consiglieri Alberto Sabella e Nino Venezia. Dai loro interventi, meglio dire degli interventi di Sabella, considerato che Venezia sembra attore protagonista degli albori della cinematografia quando era muto, è chiaro leggere un amoroso senso nei confronti del sindaco. Una coincidenza? A cosa? Basta guardare le proroghe degli incarichi dirigenziali. E quando la dirigenza dell’ufficio si amalgama alla politica fornendole anche liste civiche, allora la “questione morale” assume forte attualità.
Rimettere la volontà agli elettori è il più alto senso di responsabilità che può elevarsi dall’aula consiliare. Con la speranza che gli eletti del popolo possano vestire il primo posto della declinazione delle note sfacciettature di Leonardo Sciascia.





