Autotrasporti fermi, la Sicilia si blocca: “Nessun camion in circolazione, protesta a oltranza”
Monta la protesta degli autotrasportatori siciliani contro il caro carburante e i costi del trasporto marittimo. Duro attacco alla Regione e al Governo: “Siamo stati lasciati soli”.
La Sicilia si ritrova paralizzata dal fermo degli autotrasportatori. La mobilitazione scattata in tutta l’isola contro l’aumento dei costi del carburante e le tariffe considerate insostenibili per il trasporto merci via mare sta causando il blocco della circolazione commerciale, con pesanti ripercussioni sull’economia regionale. A guidare la protesta è il Comitato Trasporto Siciliano, che rivendica un’adesione pressoché totale della categoria. Secondo il coordinatore Salvatore Bella, il fermo avrebbe coinvolto l’intera rete dell’autotrasporto regionale. «In tutta la Sicilia non circola un solo mezzo pesante», afferma, sottolineando come la partecipazione abbia superato ogni previsione. Al centro della contestazione vi sono i rincari che gravano sulle aziende del settore. Gli autotrasportatori denunciano una situazione non più sostenibile, aggravata dal costo dei carburanti e dalle elevate tariffe dei collegamenti marittimi necessari per il trasporto delle merci da e verso l’isola. Una condizione che, secondo la categoria, rischia di compromettere la competitività delle imprese siciliane e di provocare ulteriori aumenti dei prezzi lungo tutta la filiera. La protesta si accompagna a un duro affondo nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali. Bella accusa la politica di aver ignorato le richieste del comparto, lamentando l’assenza di interventi concreti e di interlocutori pronti ad affrontare l’emergenza. Critiche vengono rivolte sia alla Regione Siciliana sia al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Particolarmente contestata la decisione di convocare al tavolo ministeriale le organizzazioni sindacali nazionali che non hanno aderito alla protesta. Una scelta che il Comitato considera distante dalle reali esigenze del settore e dalle difficoltà vissute dagli autotrasportatori del Mezzogiorno. Nel frattempo la categoria alza il livello dello scontro e avverte che il fermo potrebbe proseguire senza limiti di tempo. «Non abbiamo alcuna intenzione di cedere», ribadisce Bella. Senza risposte immediate e misure concrete, i piazzali resteranno occupati e la protesta continuerà ad oltranza, con il rischio di aggravare ulteriormente una situazione che sta già mettendo sotto pressione l’intero sistema economico siciliano.





