Agrigento: Confcommercio denuncia il collasso idrico e chiede risposte immediate

Agrigento-Piazza-Pirandello

Franco Picarella: «Imprese chiuse, lavoratori senza reddito, città in ginocchio. Aica responsabile di un disservizio ormai insostenibile. Chi paga i danni?»

La crisi idrica del capoluogo è definita «catastrofica» dalla delegazione comunale di Confcommercio Agrigento. Un’emergenza che non riguarda più soltanto la qualità del servizio, ma la tenuta stessa del tessuto economico cittadino, con ripercussioni pesantissime sul centro storico e sulle aree urbane più esposte, a partire da San Leone. Secondo l’associazione, la continua instabilità nella fornitura idrica ha innescato un crollo a catena che sta paralizzando attività commerciali, strutture extralberghiere e pubblici esercizi. Molti imprenditori, impossibilitati a garantire persino gli standard minimi di accoglienza e igiene, hanno scelto di abbassare le saracinesche, rinunciando a lavorare. Una decisione che non nasce da strategie aziendali, ma da una sconfitta profonda, che cancella occupazione, reddito e prospettive per intere famiglie. Confcommercio punta il dito contro Aica, accusata di una gestione «criticabile» e di un livello di disservizio «non più tollerabile», tale da decretare la «morte programmata» del comparto produttivo locale. In questo quadro, l’associazione pone domande che esigono risposte immediate: chi risarcirà i danni economici e d’immagine subiti dalla città? E soprattutto: come si affronta un’emergenza che sta sottraendo dignità e reddito a centinaia di lavoratori? La denuncia è durissima: le istituzioni territoriali, secondo Confcommercio, non avrebbero fornito risposte adeguate né tempestive, lasciando la città «abbandonata davanti a un collasso strutturale» che spegne una dopo l’altra le luci di Agrigento. «È ora di dire basta», afferma il presidente della delegazione comunale Francesco Picarella, chiedendo rispetto per lavoratori, imprese e famiglie, e interventi immediati per ripristinare un servizio essenziale che oggi manca del tutto.

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