Acquisto albergo Torre Macauda, 5 anni di inferno per Lupo: archiviata la sua posizione
“Un inferno durato cinque anni” e che ha distrutto Maurizio Lupo, amministratore della Libertà Immobiliare, la società che ha acquistato il complesso alberghiero Torre Macauda. Le indagini della magistratura inquirente e dopo cinque anni arriva l’archiviazione
SCIACCA- Il complesso alberghiero Torre Macauda, che negli anni settanta era un gioiello turistico, fu acquistato all’asta fallimentare dalla Libertà Immobiliare il cui amministratore è Maurizio Lupo, stimato commercialista di Ribera e di ottima famiglia. Il suo acquisto accese la speranza del rilancio della struttura con riflessi positivi per il turismo. Basta pensare che il complesso disponeva di 1.400 posti letto. Avrebbe innalzato di tanto, almeno 200.000 presenze turistiche. Ma venne l’inchiesta della magistratura inquirente. Successivamente anche il sequestro dei beni e il divieto temporaneo per Lupo temporaneo di esercitare l’attività di amministratore della Libertà immobiliare. Anni di inferno per l’amministratore, poi l’annullamento di entrambe le misure da parte del Tribunale del riesame. E poi ancora arriva l’archiviazione delle posizioni personali e societarie. Cinque anni interminabili vissuti nell’inferno terreno delle indagini. Un incubo, cinque anni sotto inchiesta, due filoni giudiziari, Nel 2024 arriva anche il sequestro dei beni. Maurizio Lupo grida senza sosta la propria estraneità alle accuse e chiede che alla conclusione favorevole dell’inchiesta sia riservata la stessa attenzione ricevuta negli anni dalle contestazioni. Amaro lo sfogo, liberatorio, ma dopo aver subito un danno incalcolabile. Un danno non solo economico ma anche psicologico. Nel 2021il suo nome venne associato a gravi ipotesi di reato, nell’ambito dell’acquisizione del complesso alberghiero Torre Macauda. Reati che avrebbe commesso nella sua qualità di amministratore unico della Libertà Immobiliare srl, società aggiudicataria in pubblica asta del complesso alberghiero. Messo all’asta dal Tribunale di Sciacca. L’onta della perquisizione della sua abitazione, del suo studio professionale risuonò su tutti i media. La sua reputazione, costruita in decenni di attività professionale venne colpita duramente.
Anni di inferno. Le attività difensive costruite meticolosamente nei fatti e documentate hanno dimostrato la sua totale estraneità ai fatti contestati e la assoluta insussistenza di rapporti di qualsiasi tipo con ambienti mafiosi, fino alla richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Palermo. Poi nel luglio 2024 si sommarono nuove ipotesi di reato, il sequestro dei beni e la misura interdittiva di amministratore.
Lupo presentò due richieste di riesame e i collegi annullarono i provvedimenti. Lupo cita anche la decisione del 14 agosto: «La complessiva impalcatura accusatoria con riferimento alla posizione di Lupo Maurizio, a giudizio di questo collegio, non risulta sorretta da concreti elementi di fatto idonei a fondare la sussistenza del fumus commissi delicti, sotto il profilo sia oggettivo che soggettivo». Il 21 agosto un altro collegio escluse inoltre la «insussistenza a carico del Lupo di gravi indizi di colpevolezza in ordine a ciascuna delle fattispecie criminose oggetto di incolpazione».
La Procura della Repubblica, prendendo atto delle conformi e troncanti decisioni del Tribunale del riesame, ha stralciato la sua posizione e disposto poche, settimane addietro, l’archiviazione della sua posizione, e successivamente pure della posizione della Libertà Immobiliare srl, della cui estraneità è stata data prova rispetto a qualsiasi ipotesi di reato. Arriva la definitiva archiviazione dei due procedimenti. Fine di un incubo e si ristabilisce la verità dei fatti e riconosciuta la sua totale estraneità alle accuse. “Per cinque anni ho convissuto con il peso del sospetto, con il mio nome esposto al giudizio dell’opinione pubblica, con i beni sottoposti a sequestro e con le inevitabili ripercussioni sulla mia vita familiare e professionale. Sono esperienze che segnano profondamente una persona e che nessun provvedimento di archiviazione può cancellare del tutto. Il tempo trascorso, le sofferenze vissute e il peso di quelle accuse non potranno essere restituiti”, dice Maurizio Lupo.





