Acqua pubblica, il Forum attacca il Ddl Schifani: «Accentramento pericoloso, così si cancella la legge popolare»

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La riforma riduce le ATI a organi periferici dell’AIS e introduce un unico ATO regionale. «Un modello che apre la strada alla privatizzazione e tradisce il referendum del 2011».

Articolo Il Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni prende posizione contro il Ddl 216 Schifani, approvato dalla Giunta regionale. Il testo, che ridisegna l’assetto del sistema idrico, viene giudicato «un tentativo di sottrarre ai siciliani la gestione dell’acqua pubblica», riproponendo lo schema del Ddl Musumeci del 2021. La riforma prevede la soppressione delle 9 Assemblee Territoriali Idriche e la creazione di un unico Ambito Territoriale Ottimale regionale, governato dalla nuova Autorità Idrica Siciliana (AIS). I sub‑ambiti diventerebbero strutture periferiche con ruolo consultivo. Per il Forum, si tratta di un «accentramento che svuota i Comuni» e costruisce «un unico ambito pronto per future gestioni private». Il Ddl contrasterebbe con la legge 19/2015, frutto della mobilitazione popolare seguita al referendum del 2011, quando in Sicilia oltre il 90% dei votanti scelse l’acqua pubblica. Il Forum ricorda che quella legge non è mai stata pienamente attuata e che già la tariffa unica di “sovrambito”, introdotta nel 2022, aveva snaturato il modello partecipato. Per questo il Forum chiede alla IV Commissione Ambiente e ai deputati dell’ARS di respingere il Ddl e di applicare finalmente la legge del 2015. In caso contrario, annuncia battaglia «in tutte le sedi previste». «Difendere l’acqua significa difendere la democrazia».

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