A proposito di salvaguardia del territorio e di presidenze della Commissione CTS
Mentre si è in attesa della decisione del GIP sulle richieste della Procura di Palermo rispetto alla vicenda Armao, Matta e compagnia bella, viene pubblicata da Pressenza IPA (consultabile nel sito https://www.pressenza.com/it/2026/10/laffaire-armao-e-la-tutela-del-territorio-siciliano/), una agenzia di stampa internazionale presente in diversi paesi compresa l’Italia, a cura della sua redazione siciliana, una intervista ad Aurelio Angelini precedente presidente della CTS, che il Presidente Schifani ha sostituito proprio con Armao perché veniva impedita qualsiasi attività poiché con Angelini “era tutto bloccato”.
Ma anche Repubblica di qualche giorno addietro (18/10/2026) pubblica un’intervista del giornalista Giuseppe Bianca ad Angelini che contiene le sue dichiarazioni. Angelini smentisce Schifani anzitutto utilizzando i dati forniti dallo stesso Presidente della Regione nel 2022, cioè nel suo ultimo anno di presidenza della commissione visto che nel 2023 gli subentrerà Armao, confermando che il numero dei pareri forniti dalla CTS è passato da 527 a 883, crescendo del 68%, ma soprattutto segnalando alcuni casi di “rivisitazione” e “velocizzazione” di pareri alcuni dei quali connessi proprio con l’indagine in corso.
Il primo riguarda l’impianto di gestione rifiuti nel territorio di Aragona che la CTS Angelini approvò solo in parte, ossia consentendo solo il deposito di 85.000 tonnellate l’anno, senza rifiuti urbani, ma soprattutto condizionando il parere della sua entrata in funzione al necessario trasferimento dell’Istituto Fermi distante circa 500 metri, perché la legge prevede come tutela ambientale una distanza di 3 chilometri dal centro abitato. Il parere reso dalla Commissione a presidenza Armao, invece, nel 2026 approva il progetto nella sua interezza, con il doppio della capacità, con i rifiuti urbani e soprattutto non applicando la condizione ostativa per legge circa il problema della scuola che lì era e lì è rimasta.
Un altro parere riguarda la realizzazione di un impianto fotovoltaico in un’area situata fra i comuni di Vittoria, Comiso e Ragusa; la commissione a presidenza Angelini nel 2022 individuò ben 30 criticità e chiese anche la valutazione di incidenza (Vinca), il procedimento che la legge prevede a carattere preventivo per qualsiasi piano, programma, progetto, intervento o attività che possano avere incidenze significative su siti di conservazione ambientale, in particolare per la vicinanza dell’impianto alla Riserva Naturale Orientata ‘Pino d’Aleppo e l’area di Natura 2000 denominata Punta Braccetto. La Commissione a presidenza Armao da via libera al progetto senza valutare la Vinca ed anche qui con distanze inferiori ai 3 chilometri dal centro abitato.
Sostanzialmente, conclude Angelini, sono state rimosse le cautele e le prescrizioni che la Commissione aveva introdotto. Quello che ci preme sottolineare è che alla fine chi paga le conseguenze di queste scelte sono i territori, mentre gli aspetti ambientali, in una Regione che non ha affatto cura del proprio sviluppo sostenibile e della salute dei suoi abitanti, vengono ignorati, sottovalutati, rimossi, in nome dei fatturati, dei ricavi e di altro.





