Ospedali senza medici: 80 euro l’ora ai pensionati per tenere aperti i reparti
Dalle indennità al Pronto Soccorso ai pensionati richiamati a 80 euro l’ora: la toppa dell’Asp per coprire il buco
A suon di indennità e pensionati richiamati in corsia per tamponare l’emergenza personale. Due delibere firmate dal commissario straordinario dell’ASP di Agrigento Alessandro Delle Donne fotografano meglio di qualsiasi report lo stato di emergenza permanente. Con la prima, l’Azienda dà il via libera all’indennità di Pronto Soccorso per il 2025: l’accordo integrativo con i sindacati è stato validato dal Collegio sindacale e ora si passerà alla liquidazione degli arretrati a chi lavora in prima linea. Un riconoscimento dovuto, ma che arriva mentre nelle aree di emergenza di Sciacca, Canicattì, Licata e Ribera si coprono spesso i turni con un medico solo di notte. La seconda delibera è ancora più emblematica: l’ASP ridefinisce le tariffe per i medici in quiescenza richiamati con incarichi libero-professionali. Fino a 80 euro l’ora per tenere in piedi i reparti più critici, Anestesia e Rianimazione, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria dell’ospedale di Licata, e 70 euro l’ora per i Pronto Soccorso di Canicattì, Licata, Sciacca e Ribera. È la stessa Azienda ad ammetterlo nero su bianco: senza i pensionati, i servizi si fermerebbero. Una confessione di impotenza visto che la carenza è strutturale. Forse, la toppa dell’indennità e del pensionato a gettone non è una soluzione. È il sintomo di un sistema che sopravvive sulla buona volontà di chi è rimasto.





