Caccia sospesa in Sicilia, Federcaccia annuncia ricorso: “Basta incertezze, vogliamo certezze”
Le associazioni venatorie contestano la sentenza del Tar e preparano il ricorso al Cga / Chiesto alla Regione l’adeguamento alla legge nazionale
Dopo lo stop all’attività venatoria in Sicilia disposto dal Tar sul calendario 2026/2027, il mondo venatorio passa al contrattacco. Federcaccia Sicilia, insieme a Federcaccia nazionale, Associazione Siciliana Caccia e Natura e Caccia, Pesca, Ambiente, Cinofilia e Sport, ha annunciato ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia per chiedere la riforma della sentenza. Le associazioni parlano di profili illogici della pronuncia rispetto alla normativa nazionale e regionale sulla pianificazione faunistica e lamentano un’incertezza che si ripete ogni anno, con provvedimenti che bloccano la stagione già avviata. Nel mirino anche la mancata riforma regionale. Secondo le sigle venatorie, se la Sicilia avesse adeguato la propria legge alle modifiche della legge nazionale 157/1992, il calendario venatorio dello scorso anno avrebbe potuto essere adottato senza lo stop. Accanto al ricorso, Federcaccia riferisce di aver avviato interlocuzioni con la politica regionale per una gestione più stabile. “Siamo stanchi di sentire solo promesse. Desideriamo solo certezze che è possibile avere solo con il dialogo e non con le imposizioni”, affermano. Contestata anche la stretta sui 299 siti della Rete Natura 2000, definita dall’assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente per rispondere a una procedura di infrazione UE. I cacciatori denunciano di non essere stati coinvolti e che non sarebbe stato sentito neppure l’assessorato all’Agricoltura, mentre è in corso la stesura del nuovo Piano Faunistico Venatorio. Da qui la richiesta di riequilibrare le competenze e aprire il confronto.Infine l’appello all’unità: “Uniti si è più forti”, scrivono, invitando tutte le associazioni siciliane a un fronte comune.





