E’ morto Franco Castaldo, il giornalista coraggioso che non si è mai piegato davanti alla mafia

franco castaldo

Il “Signor” giornalista, cavallo di razza, stella polare per generazioni di colleghi e voce severa della sua terra. Dalle guerre tra mafia e stidda, alla caccia dei boss, Franco Castaldo ha tracciato un solco di altissimo giornalismo fatto di rigore

AGRIGENTO- Il Professore. Tale è stato Franco Castaldo, onorando in modo eccellente la sua professionalità. Giornalista libero, coraggioso, inimitabile. Aveva la dote del rigore, della passione, della irrefrenabile curiosità, profonda capacità di analisi. Aveva 67 anni ed è morto durante la notte. Una notizia che sciocca tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo. Castaldo è sempre stato più avanti di tutti. 
Caposervizio del quotidiano La Sicilia e fondatore di Grandangolo, Castaldo ha iniziato la sua carriera raccontando gli anni insanguinati della “guerra di mafia”, seguendo ogni singolo omicidio avvenuto nella provincia di Agrigento. Arrivava al momento del fatto, a volte poco prima di polizia e carabinieri. Figura di spicco nel giornalismo d’indagine. Era tra i principali conoscitori del fenomeno mafioso dalla stampa internazionale e nazionale — tra cui il quotidiano britannico The Independent, il direttore de Il Diario Enrico Deaglio e i reporter Danny Hegems e Raf Sauviller —, nel 2004 ha pubblicato diversi libri che spiegano e raccontano la criminalità organizzata di stampo mafioso siciliana.
Nel 2004 Franco Castaldo fonda Grandangolo, testata giornalistica di successo. Ha collaborato con la trasmissione Mixer di RAI 2 con Storie di piccola mafia, mentre per la televisione svedese Sverige Television ha realizzato il film-documentario Mafia och Stjiarnan, firmando al contempo corrispondenze per diversi quotidiani nazionali.
Franco lascia un vuoto incolmabile non solo per la sua MAESTRIA, ma anche per la capacità di farsi amare. Una stella polare per tutti noi, da seguire.
La redazione del CorrierediSciacca si stringe con profondo affetto e dolore alla moglie Ombretta, ai figli Giuseppe e Giulio .


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