Sciacca verso le Amministrative 2027: alleanze ancora da costruire e un fronte civico trasversale che può prendere forma

municipio sciacca con stemma e tricolore

Dalla rottura con gli assessori dem alla frammentazione del centrodestra, il sindaco isolato: il quadro politico saccense alla vigilia della campagna elettorale

SCIACCA. La campagna elettorale è già cominciata. Non ci sono candidature ufficializzate, ma il clima politico che si respira dentro e fuori Palazzo di Città è ormai quello tipico delle fasi preelettorali ed ogni seduta consiliare diventa occasione di scontro politico. Ed ogni azione dei protagonisti della politica cittadina sembra finalizzata al futuro. Al centro della scena c’è il sindaco Fabio Termine, che non ha mai nascosto la volontà di chiedere ai cittadini un secondo mandato. Da oltre un anno il primo cittadino governa in una condizione politicamente anomala: con accanto un solo consigliere comunale, Fabio Leonte, mentre il resto dell’aula si colloca all’opposizione. La frattura che ha cambiato gli equilibri politici cittadini risale al settembre del 2025, quando Termine decise di revocare gli incarichi agli assessori del Partito Democratico, Simone Di Paola e Valeria Gulotta, e all’esponente del Movimento Cinque Stelle Alessandro Curreri. Da quel momento gli equilibri sono saltati definitivamente. L’amministrazione continua a governare, ma il confronto con il consiglio comunale è diventato quotidianamente conflittuale. Con l’avvicinarsi delle elezioni il livello dello scontro si è ulteriormente alzato, mentre la città continua a confrontarsi con problemi strutturali, dalle questioni sanitarie alle terme, passando per viabilità e crisi economiche di alcuni comparti produttivi. La sensazione diffusa è che la politica sia sempre più concentrata sugli assetti futuri che sulle risposte immediate.
La stagione della possibile sfiducia al sindaco, poi archiviata, ha lasciato ferite profonde soprattutto nel centrodestra, che proprio sul tema della mozione si divise, aprendo una fase di frammentazione dalla quale non è ancora pienamente uscito. Ad oggi l’unico candidato che ha manifestato apertamente la disponibilità a sfidare Termine è proprio Raimondo Brucculeri, esponente di Sud Chiama Nord. E’ pronto a scendere in campo, anche senza l’appoggio dei partiti tradizionali. Una posizione coerente con la sua linea politica, spesso critica non soltanto verso la giunta ma verso l’intero sistema partitico cittadino. Nel centrodestra, invece, la partita è ancora aperta. I nomi in campo sono sempre quelli dell’ex assessore Salvatore Monte e dell’attuale consigliere comunale Filippo Bellanca. Tuttavia, dopo diversi incontri e confronti tra le forze della coalizione, una sintesi non è stata ancora raggiunta. Ma i tempi stringono e per questo motivo negli ultimi giorni la coalizione starebbe puntando sull’esperienza di Ignazio Messina per favorire un percorso unitario. L’ex candidato sindaco, sconfitto al ballottaggio del 2022 proprio da Termine, conferma di avere avviato interlocuzioni con le varie forze politiche cittadine. Esclude però una propria candidatura. Se nel centrodestra manca ancora il candidato, nel centrosinistra permane invece una ferita che appare difficile da rimarginare. La rottura tra Fabio Termine e il Partito Democratico continua infatti a condizionare il quadro politico. Tutto lascia intendere che il sindaco uscente non potrà contare sul simbolo del Pd, mentre la componente democratica che gli si contrappone dovrà costruire un percorso autonomo.

A rendere ancora più evidente la distanza è stata la recente presa di posizione di Michele Catanzaro, presidente del gruppo parlamentare del Pd all’Ars, che in una intervista su Rmk Tv ha lanciato un messaggio destinato a pesare nel dibattito locale: “A volte – ha detto – in politica bisognerebbe mettere da parte l’infantilismo e guardare all’interesse comune”. Parole interpretate da molti come l’ennesimo segnale della profonda frattura interna ai democratici. C’è poi l’idea, non peregrina, di un fronte trasversale, di un progetto civico alternativo all’attuale amministrazione, dove dentro possono entrarvi figure di tutti gli schieramenti, senza simboli, ma con l’obiettivo comune di presentarsi all’elettorale come il “vecchio usato sicuro” che vuole tornare in prima linea per fare recuperare alla città il terreno perduto, per sostituirsi a chi quattro anni fa si mise salì ai piani alti del Municipio con un programma di ringiovanimento, di scelte coraggiose, di visioni nuove, che in realtà non si sono trasformate poi in atti concreti. Ma è solo un’idea, di cui però qualcuno sta discutendo. La corsa verso le amministrative del 2027 è già iniziata, ma mentre le alleanze devono ancora prendere forma, il clima di contrapposizione permanente potrebbe allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica.

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