Uomo di 45 anni morto in ospedale per presunta malasanità: maxi risarcimento da 1,6 milioni

tribunale toga


Aneurisma cerebrale, intervento rinviato di 5 giorni. Poi infezioni e nuova emorragia fatale. Condannata l’Asp di Caltanissetta, i familiari assistiti da Giesse

Maxi risarcimento da 1,66 milioni di euro dall’Asp di Caltanissetta per la morte di un 45enne di Canicattì. Il Tribunale ha accertato una catena di errori. I familiari della vittima sono stati assistiti lungo tutto il complesso iter risarcitorio da Giesse Risarcimento Danni, il più grande gruppo in Italia nel settore dei risarcimenti per malasanità. N.A. fu ricoverato il 23 ottobre 2009 al Sant’Elia con diagnosi di aneurisma intracranico rotto. Nonostante le linee guida imponessero l’intervento entro 72 ore, i medici lo avrebbero procrastinarono di 5 giorni. Il 27 ottobre nuovo sanguinamento, idrocefalo acuto e coma. Solo allora il clippaggio, ritenuto tardivo. Poi mesi di rianimazione, ischemie, infezioni, stato vegetativo, fino alla morte il 26 febbraio 2010 per una nuova emorragia, che sarebbe avvenuta dal malposizionamento della clip, che secondo la famiglia non sarebbe mai verificato con controlli radiologici. I consulenti del giudice hanno contestato anche l’iperidratazione prima della messa in sicurezza dell’aneurisma e l’omesso monitoraggio pressorio. La sentenza del giudice Lauricella ha recepito le perizie e condannato l’Asp nissena.

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