Ars, maggioranza tiene sulla “manovrina”. Accuse di “mance” e testo lievitato a oltre un miliardo
Bocciata la pregiudiziale delle opposizioni, via alla discussione. Catanzaro: “Noi abbiamo presentato proposte concrete per sostenere i comparti produttivi, abbattere le liste d’attesa e istituire un fondo da 25 milioni di euro annui per esentare dal ticket i cittadini a basso reddito”
PALERMO – La manovrina supera il primo scoglio all’Ars. Con 26 voti contrari e 23 a favore, l’Aula ha respinto la pregiudiziale di costituzionalità presentata dalle opposizioni al ddl di variazioni di bilancio, dando il via alla discussione generale.La maggioranza di centrodestra, pur con numeri risicati, riesce a tenere e ad avviare l’iter del provvedimento. Resta ancora aperta la partita sugli eventuali stralci.Dure le opposizioni. “È l’ennesima pioggia di finanziamenti senza programmazione – dice Michele Catanzaro – senza una strategia e soprattutto senza il tempo necessario per trasformare gli stanziamenti in interventi concreti. Mentre la maggioranza pensa a spartirsi i fondi, – aggiunge – agricoltori e pescatori non riescono più a sostenere i costi delle proprie attività, le imprese sono in difficoltà e migliaia di siciliani aspettano mesi per una visita medica. Noi abbiamo presentato proposte concrete per sostenere i comparti produttivi, abbattere le liste d’attesa e istituire un fondo da 25 milioni di euro annui per esentare dal ticket i cittadini a basso reddito. Il centrodestra, invece, continua a confondere il governo della Sicilia con la gestione del proprio consenso elettorale. Ma il vero problema è politico – ha concluso Catanzaro –. La Sicilia è ostaggio di una maggioranza che pensa solo alle poltrone e di un presidente ossessionato dalla propria ricandidatura.” Il testo dopo la commissione Bilancio è passato da 550 milioni a oltre un miliardo e da 20 a 125 articoli. Dentro c’è di tutto e di più, un lungo elenco di cose non essenziali”.Sulla stessa linea il M5s Adriano Varrica: “Per il presidente Galvagno dare soldi ai Comuni senza criteri è incostituzionale, lo ha scritto a luglio citando la Consulta. Peccato che questa manovra con l’articolo sui Fit, mancette sotto mentite spoglie, fa esattamente questo”.Il gruppo di Controcorrente ha presentato quasi 800 emendamenti chiedendo lo “stop alle mance territoriali” e il ripristino del metodo Piersanti Mattarella “per garantire una ripartizione trasparente ed equa dei fondi senza discrezionalità dei singoli deputati”.





