Olio siciliano in ginocchio, la denuncia di Copagri: “Il mercato non segue regole trasparenti”
Prezzi in caduta libera nonostante la produzione insufficiente. Copagri chiede lo stato di crisi
Il mondo dell’olivicoltura lancia un nuovo grido d’allarme. A preoccupare produttori e organizzazioni di categoria è il crollo delle quotazioni dell’olio extravergine d’oliva, un fenomeno che secondo gli operatori non trova alcuna giustificazione nei normali meccanismi di mercato e rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende agricole. A sollevare il caso sono COPAGRI, Agrisana e Italia Olivicola, che denunciano una situazione definita anomala: nonostante la produzione italiana non sia sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale, il valore dell’olio continua a diminuire, comprimendo i margini economici delle aziende e mettendo a rischio la sostenibilità dell’intero comparto. “Il problema non riguarda soltanto gli olivicoltori – dice Nino Indelicato, presidente provinciale Copagri – ma una filiera che coinvolge frantoi, confezionatori, imbottigliatori, industria olearia, distributori e grande distribuzione. Un sistema che negli anni ha contribuito a fare dell’olio extravergine italiano uno dei simboli del made in Italy agroalimentare nel mondo”.
La richiesta dell’organizzazione sindacale è quella di fare piena luce su una filiera giudicata poco trasparente in alcuni passaggi e rafforzare i controlli lungo tutto il percorso produttivo, dalla pianta fino alla bottiglia. Sotto osservazione finiscono acquisti effettuati sotto quotazione, giacenze sospette, rese produttive ritenute incoerenti, movimentazioni non compatibili con le capacità produttive dichiarate, miscelazioni non trasparenti e la vendita sugli scaffali di olio a prezzi considerati incompatibili con la qualità dichiarata. La richiesta più forte è rivolta al Governo nazionale. COPAGRI, Agrisana e Italia Olivicola sollecitano il riconoscimento immediato dello stato di crisi per il settore olivicolo e per l’intero comparto agricolo, chiedendo contestualmente l’avvio di un piano straordinario di controlli antifrode su scala nazionale. Tra le proposte figura anche l’introduzione del documento elettronico di trasporto per l’olio, già adottato nel comparto vitivinicolo, oltre a misure di ritiro e stoccaggio del prodotto per sostenere i prezzi alla produzione e garantire liquidità ai frantoi. La battaglia, assicurano le organizzazioni agricole, è appena iniziata. L’obiettivo dichiarato è difendere il reddito degli agricoltori e salvaguardare uno dei settori più identitari dell’agricoltura italiana, che oggi si trova ad affrontare una delle fasi più delicate degli ultimi anni.





