Il paradosso delle bollette: in Sicilia produciamo energia ma la paghiamo più cara
Famiglie e imprese schiacciate dai rincari. L’allarme delle associazioni di categoria: nell’Isola il costo dell’energia supera i 700 milioni di euro l’anno.
Produce energia, ospita infrastrutture strategiche per il gas e rappresenta uno snodo fondamentale del sistema energetico nazionale. Eppure la Sicilia continua a pagare l’elettricità tra le più care d’Italia. Un paradosso che pesa su famiglie e imprese e che, secondo le stime delle associazioni di categoria, vale oltre 700 milioni di euro di costi aggiuntivi. Circa 400 milioni gravano sulle piccole e medie imprese, mentre oltre 330 milioni ricadono direttamente sui bilanci delle famiglie. Un salasso che riduce il potere d’acquisto, rallenta i consumi e mette in difficoltà interi comparti produttivi. Le conseguenze sono particolarmente pesanti per artigiani, panifici, officine, aziende agroalimentari, ristoranti e piccole attività manifatturiere, costretti a fare i conti con bollette sempre più elevate e margini economici sempre più ridotti. In molti casi gli imprenditori rinviano investimenti, riducono i cicli produttivi o assorbono gli aumenti per non scaricarli sui clienti. Secondo Confartigianato Sicilia, la situazione impone interventi immediati. Sul tavolo la richiesta di ridurre gli oneri di sistema, ampliare i bonus sociali e accelerare lo sviluppo delle comunità energetiche e dell’autoproduzione da fonti rinnovabili. L’obiettivo è porre fine a una contraddizione che continua a penalizzare l’Isola: essere una terra che produce energia ma che, al tempo stesso, è costretta a pagarla più cara di quasi tutto il resto d’Italia.





